Il Rapporto 2012 Avvocato di strada, con l’aggravarsi della crisi economica ha delineato un scenario tutt’altro che roseo. Sono proporzionalmente accresciute tutte le pratiche aperte dall’Associazione di assistenza legale ai senza dimora in tutte le branche del diritto, a cominciare dal sempre affollato diritto dei migranti, senza poi contare il civile, l’amministrativo ed ovviamente il penale. Per quanto riguarda il primo di essi, dal 2011 al 2012 si è assistito ad una vera e propria impennata delle pratiche inerenti il diritto dei migranti, passate da 887 al 1149. La ragione principale di questa crescita ha a che fare con la cosiddetta “Emergenza Africa del Nord”, responsabile di aver condotto nel nostro Paese, prima, un gruppo di persone provenienti dalla Tunisia, beneficiarie di un permesso per protezione temporanea, e in seguito, diversi cittadini di vari Stati africani ed asiatici provenienti dalla Libia e richiedenti asilo in Italia.

Ai vertici della classifica, 472 casi con al centro permessi di soggiorno e connessi problemi di rilascio e rinnovo. A seguire 443 per ragioni di asilo politico e protezione internazionale, 137 decreti espulsivi ed infine 73 attinenti alla questione della cittadinanza. Tra le pratiche di diritto civile, invece, le due principali voci riguardano il diritto alla residenza e quelle del lavoro: nel primo caso le pratiche raggiungono quota 191, nel secondo 132. Ci sono poi 103 casi di sfratti e 80 tra separazioni e divorzi. Più diversificata è poi la casistica che attiene a voci di minor spessore (diritto alla casa, pensioni ed invalidità, potestà genitoriale, e così via). La questione della residenza costituisce, al contrario, un problema storico per le persone senza fissa dimora dal momento che da tale requisito viene a dipendere tutta una serie di garanzie fondamentali quali: il diritto alla salute, al lavoro, all’assistenza sociale e previdenziale.

Nonostante ciò, il Rapporto conferma che non accennano a diminuire i casi di residenza negata; nel 2011 erano stati 119, nel 2012 gli episodi con al centro soggetti che si sono visti negare dai rispettivi comuni il rilascio della residenza sono arrivati a 191. In crescita anche le pratiche di ordine amministrativo, dove in particolare affiorano le sanzioni per mancato possesso del titolo di viaggio (pari a 81 pratiche contro le sole 29 del 2011) insieme a quelle relative alle cartelle esattoriali per mancato pagamento di tasse, imposte e tributi ( nel 2012 pari a 68, contro le 48 dell’anno precedente). Si annoverano inoltre le 59 pratiche relative ai fogli di via e le pratiche, 41, riguardanti persone che nel corso dell’anno 2012 si sono rivolte agli avvocati di strada perchè multate per aver chiesto l’elemosina, per vagabondaggio o per aver mangiato o dormito per strada.

Nel 2012 sono parallelamente aumentate anche le cause penali. 38 sono state le persone senzatetto che hanno avuto necessità di tutela legale perchè aggredite, derubate o minacciate. 35 hanno attualmente in carico reati contro la persona per violenza, minacce e diffamazione. 31, invece, i soggetti che hanno avuto bisogno di assistenza per illeciti connessi agli stupefacenti, un dato che da solo conferma la necessità di rimetter mano alla normativa nazionale vigente in materia di droghe. Sempre nel corso del 2012 sono poi state 24 le persone che hanno chiesto l’aiuto di un avvocato per ottenere la riabilitazione e 11 quelle che hanno fatto richiesta di pene alternative alla detenzione. Tante sono state, nel corso del 2012, le iniziative promosse dagli avvocati di strada per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto la propria causa. In occasione della giornata mondiale Onu di lotta alla povertà, tenutasi a Ravenna, è stata realizzata la passeggiata della solidarietà e persino la notte bianca senza dimora 2012. Gli avvocati di strada hanno inoltre preso parte ai mondiali antirazzisti, hanno sostenuto con supporto legale sul campo i terremotati emiliani ed hanno solidarizzato, in occasione della festa del papà, con tutti i padri divorziati che sono finiti per strada a causa degli ingenti pagamenti versati per le spese di separazione.


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