Fumata bianca al Cnf: le tabelle sui parametri forense sono state definitivamente approvate e ora saranno esaminate dal ministero della Giustizia, come l’iter della riforma dell’avvocatura stabilisce. Come dalle previsioni, è stata adottata la linea di vedere crescere le parcelle a seconda dell’incarico svolto. A questo proposito, sono state redatte 40 tabelle, di cui 39 per l’ambito civile e una universale per il penale.

Nello specifico, inoltre, si è cercato di agganciare gli schemi di retribuzione secondo la suddivisione sancita dagli step individuati in sede di contributo unificato,introducendo, però, una progressione relativa a quattro diverse fasi. Tra le novità, poi figura anche il reintegro delle spese forfettarie o equo compenso. 

Tutto ciò, è emerso a seguito del plenum tra Consiglio nazionale Forense, Unioni, Cassa forense, Oua e associazioni di categoria, il primo da quando la riforma forense è diventata realtà, passando all’ostica fase dell’attuazione, che dovrebbe protrarsi fino al 2015.

Intanto, però, un primo, e fondamentale, paletto è stato posto: i parametri sono stati finalmente messi nero su bianco dal Consiglio, che ha inviato la pratica al ministro della Giustizia Cancellieri. Obiettivo della bozza approvata è quello di andare oltre al decreto 140/2012, che aveva indicato le linee generali valide per i parametri delle professioni, generando, peraltro, un contenzioso finito nelle Aule di giustizia amministrativa.

Ora, infine, ecco le tabelle redatte con la benedizione del Cnf, che evidenziano i diversi parametri a seconda degli incarichi e della tipologia di giudizio. Così, vediamo nel civile come gli scaglioni creati riguardino mediazione, concorsi, arbitrii e materia stragiudiziale. Questi criteri resteranno validi nel caso in cui tra avvocato e cliente non vi sia accordo sulla remunerazione, cosicché toccherà al giudice stabilire il dovuto a seconda del genere di attività e dell’ambito processuale in cui è stata svolta. Il margine di allontanamento dai parametri enunciati nelle tabelle predisposte dal Cnf potranno alzarsi fino al 70% della base di partenza o abbassarsi del relativo 30%.

Leggermente diverso quanto previsto per il penale, dove può incorrere anche il ricorso a eventuali indagini a scopo di difesa. Attraverso la stesura di questi parametri, il Cnf ha informato di richiamarsi a principi di “semplificazione, trasparenza e equità di facile e immediata consultazione per gli operatori del diritto e per i cittadini”. Confermata, invece, la linea dura sui tagli delle sezioni distaccate e della nuova conformazione territoriale dei Tribunali: il Cnf interverrà in prima persona alla Corte costituzionale sul giudizio di legittimità della norma.

Vai alle norme per le parcelle degli avvocati

Vai alle tabelle con i parametri sui compensi degli avvocati

 

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5 COMMENTI

  1. Vorrei capire bene il costo complessivo compenso avv e spese di una mediazione civile chiusa con verbale di mancata comparizione della controparte. Grazie

  2. Salve, sono digiuno della materia,ma purtroppo forse avrò bisogno di avere alcune notizie riguardante il campo penale.
    Vorrei sapere se un avvocato per intraprendere una causa penale deve avere dei requisiti di abilitazione a questo tipo di procedura, come posso prendere precauzioni in tal senso?
    In attesa di eventuali delucidazioni in merito colgo l’occasione per inviare cordiali saluti.

  3. Dunque, se ho letto (e capito) bene le tabelle, nel caso di un procedimento di mediazione civile da, poniamo, 1200 euro, la situazione dovrebbe essere questa:
    – incontro preliminare, senza accordo: mediatore ZERO, avvocato 1100 euro;
    – mediazione con accordo: mediatore, se dice bene, un centinaio d’euro, avvocato 1700 euro.
    Tutto questo più IVA.
    In totale, costo per parte: con l’accordo € 192,76 all’organismo di mediazione (incluse spese d’avvio) e € 2.426,58 all’avvocato (202% del valore della controversia, comprese spese generali, CPA e IVA), senza l’accordo € 48,80 per l’organismo di mediazione (solo spese d’avvio, niente compensi) e € 1.570.14 per l’avvocato (131% del valore della controversia).
    Bisogna dire che il CNF ha proprio a cuore i diritti dei cittadini…
    perché non proponiamo di rendere obbligatoria l’assistenza dell’avvocato anche per comprare un’automobile o stipulare un abbonamento del telefono?
    Me lo diceva mio nonno: fai l’avvocato.
    Mi sa che a fare l’ingegnere ho sbagliato tutto nella vita.

  4. Caro Terensio,
    noto che lei ha ben chiaro come funziona il mondo… Avanti così… Mi creda, anche molti avvocati si sognano quelle parcelle in quanto nessuno gliele paga anche se fanno del loro meglio (spesso anche di più – e questo non va bene….) per soddisfare il Cliente…

    Conoscere prima di parlare aiuterebbe ma in italia è prassi desueta.

    Buona giornata.

  5. parcelle che i comuni mortali “si sognano”. Si tenga conto che tali tariffe infieriscono sul “debole” sottoposto a giudizio, magari non volontario, ma intrapreso a scopo di arricchimento indebito da parte di persone senza scrupolo. Gli avvocati inoltre hanno una grossa responsabilità nella trattazione delle cause in modo di “routine”, che molto spesso non ottiene alcun risultato: spesso rimane invariato il giudizio da una fase all’altra, per cui il processo nelle varie fasi diventa inutile e solamente sempre più costoso. Il cliente soccombente inoltre non ha alcuna possibilità di controbattere la richiesta di parcella degli altri avvocati, che se ne approfittano.

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