“Con sta pioggia e con sto vento, chi è che bussa al mio convento?” Maurizio Crozza ha iniziato canticchiando il noto motivetto nella sua copertina settimanale di Ballarò, il programma di approfondimento politico condotto da Giovanni Floris nella prima serata di RaiTre.

Le melodie, però, hanno lasciato spazio subito alla cronaca, rosa e politica, che ha imperversato negli ultimi giorni: dalle priorità del governo fino al gossip: “Abbiamo la cassa integrazione, gli esodati, ma soprattutto dobbiamo capire come Fausto Bertinotti abbia potuto fare da testimone al matrimonio di Valeria Marini”. 

Così, il comico si chiede “abbiamo tutte queste domande irrisolte, un sacco di cose da fare..e il governo cosa fa? Vanno tutti in un’abbazia. E il problema è che poi tornano”. Crozza naturalmente si riferisce al fatto che il governo di Enrico Letta ha annunciato per domenica e lunedì la trasferta in “ritiro” dei ministri all’abbazia di Spineto, in provincia di Siena.

“Vanno in un centro congressi per conoscersi meglio” spiega il comico, mettendo in scena un improbabile approccio post cena di Quagliariello (ministro delle Riforme Costituzionali) a Cécile Kyenge (ministro per l’Integrazione).

“Letta ha detto che andranno in ritiro per fare spogliatoio..ma chi è, Arrigo Sacchi?” E qui, Crozza ha riproposto una sua storica imitazione, quella dell’ex allenatore del Milan e della Nazionale, che lo rese celebre nei primi anni a “Mai dire gol” sul tormentone dell’umiltè.”Chi è che marca gli esodati sulla ‘fasia’? Cancellieri ci stai tu? Saccomani, tu non fare avanzare lo spread”. 

Rivolgendosi al viceministro dell’Economia Stefano Fassina, ospite in studio, Crozza puntualizza con la solita ironia: “Non è vero che questo governo è come il Milan di Sacchi. Lì la formazione la faceva Berlusconi…qui non la fa Berlusconi…o sì?”. L’interlocutore rimane di sasso, mentre il sindaco di Roma Gianni Alemanno appare molto divertito.

Infine, la chiusura della copertina di Maurizio Crozza arriva ad analizzare i profitti di Mediaset e delle altre aziende di Berlusconi che in borsa, nelle settimane a seguito del giuramento del governo di Enrico Letta, avrebbero capitalizzato “un guadagno di 570 milioni, 22 al giorno. Ora si chiamerà Medialet”.

Guarda il video di Maurizio Crozza a Ballarò, il 7 maggio 2013

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