Il nuovo governo sta passando al setaccio alcuni provvedimenti d’urgenza. Tra questi, stando alle dichiarazioni più volte rese del neo incaricato premier Enrico Letta, si annovera senza ombra di dubbio “il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga (cig), che permetterà alle Regioni di realizzare quegli interventi che hanno dovuto in parte sospendere in queste settimane, mettendo i lavoratori in grande difficoltà”. A spiegare ciò è intervenuto anche il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Carlo Dell’Aringa, intervistato dal Gr radio Rai all’interno del programma “L’economia prima di tutto”. I lavoratori che necessitano di misure urgenti di sostegno al reddito sono tanti, “le risorse che erano disponibili fino a poco tempo fa dovranno essere messe in gioco ancora per dare la possibilità di prolungare la cassa integrazione almeno fino alla fine dell’anno”, ha confermato al riguardo Dell’Aringa.

Sul tavolo figura anche la questione degli esodati. Al centro del caso si annoverano “circa 140.000 persone”, come sottolineato dallo stesso Sottosegretario. Gli esodati rappresentano “una categoria particolare, sono quelli che avevano perso il posto di lavoro ed aspettavano di andare in pensione prima dell’entrata in vigore dell’ultima riforma, quindi si è cercato di mandarli in pensione con le regole vecchie -ha proseguito Dell’Aringa- e vanno dunque trovate le risorse per poter effettuare questi prepensionamenti di ulteriori lavoratori”. Dell’Aringa non ha negato la gravità del problema, un problema che permane per tutti coloro “che quest’anno e l’anno prossimo si potrebbero trovare in difficoltà, cioè licenziati dalle loro imprese e con un pensionamento ancora molto lontano nel tempo”.

Anche per costoro, che non saranno più definiti esodati ma lavoratori anziani in difficoltà, bisognerà trovare qualche soluzione”, ha così ribadito il Sottosegretario al Ministero del Lavoro. E le analoghe soluzioni prospettate potrebbero passare “da un uso esteso degli ammortizzatori sociali” o viceversa dalla revisione di “alcune norme della stessa riforma sulle pensioni” volte ad offrire “una soluzione strutturale e non continuamente di emergenza” come invece persegue a delinearsi nei confronti dei vari “gruppi progressivi di esodati che vanno salvati”, ha focalizzato il Sottosegretario. Devono poi intervenire le misure di rilancio della crescita e dell’occupazione. La prima soluzione, per Dell’Aringa equivale alla contrazione del “costo del lavoro. “Chiederemo anche in Europa di avere un aiuto affinché quei vincoli di bilancio che vogliamo assolutamente rispettare, siano un po’ allentati per permetterci di intervenire sulla variabile fondamentale che riguarda sia i redditi dei lavoratori, sia la competitività delle imprese”, ha infine concluso il Sottosegretario.

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2 COMMENTI

  1. Ho 57 anni con 35 anni di contributi lavorativi e figurativi, dopo un periodo di 30 mesi di mobilità adesso sono un disoccupato, cosa posso fare per saperne di più sull’argomento esodati, posso richiedere la pensione riguardo l’età fisica, contestualmente età contributiva?
    Nel ringraziare anticipatamente invio distinti saluti.

  2. Vorrei un chiarimento. Avrò 57 anni il prossimo 18 agosto 2013. Ho lavorato 10 anni come dipendente e 27 come commerciante versando tutti contributi inps .Ora per motivi personali di salute,sono stata costretta a chiudere la mia attivita’ (17 marzo 2013).Sarei stata disposta ad andare con la legge Fornero che permetteva alle donne di andare con il contributivo, ma purtroppo sono esclusa per 2 mesi (perchè sono lavoratrice autonoma) Sicchè ora io mi ritrovo senza pensione, senza alcun tipo di sussidio di inabilita’(ho fatto domanda senza nessuna risposta positiva) e con la risposta che per la pensione dovro’ aspettare la Vecchiaia (fra 10 anni), sperando di arrivarci….Ora io mi chiedo, perchè non posso far parte degli esodati aventi diritto alla pensione . Da chi sono tutelata io lavoratrice autonoma? Io do’ piena solidarieta’ per quei lavoratori sia ben chiaro, ma io per 10 anni da adesso come faro’? Ho gia’ inoltrato 2 volte la domanda di inabilita’ e la risposta ovviamente a voce sa qual è stata? Che se il mio lavoro da autonoma era diventato troppo pesante per me( ho avuto un’edicola per 27 anni (chi conosce il tipo di lavoro sa quale impegno comporta) potrei sempre cambiare tipo di lavoro. Io ho risposto che sarei ben felice di trovare e svolgere un impiego adatto al mio attuale stato di salute.E poi tutti i miei 37 anni di contributi versati(facciamo ovviamente gli scongiuri) se fra 10 anni non li godro’io perché non lasciarli tutti al coniuge o ai figli senza lavoro?
    Mi piacerebbe ricevere una risposta soddisfacente, anche perché penso che situazioni analoghe possano interessare moltissimi lavoratori come me. Ringrazio anticipatamente.

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