Favorevoli 209, contrari 58, astenuti 19; sono queste le cifre della risoluzione di maggioranza sul Def che l’Aula del Senato ha approvato. La risoluzione in causa è stata presentata da Luigi Zanda (Pd), Renato Schifani (Pdl), Gianluca Susta (Scelta civica), Mario Ferrara (Gal) e dal gruppo Autonomie, la Lega si è astenuta e poiché questa risoluzione era stata accolta dal Governo, non sono state quindi votate le risoluzioni presentate da M5S e da Sel.

È diventato odg un emendamento del leghista Roberto Calderoli per la sospensione della rata dell’Imu di giugno e il rimborso di quella versata nel 2012. La proposta della conversione da emendamento a ordine del giorno è stata fatta dalla relatrice, Rita Ghedini (Pd), e ha ricevuto il via libera dello stesso Calderoli e del Governo.

Il Def potrà essere “aggiornato in meglio”, per mezzo della riduzione dei tassi d’interesse sul mercato, ha ricordato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, durante la discussione sul documento di economia e finanza in Senato. Il documento, ha proseguito il ministro, “va certamente aggiornato per tenere conto delle esigenze che sono maturante nel Paese, in relazione alla congiuntura che continua ad essere negativa”. Saccomanni, ad ogni modo, ha chiarito che il Def  “ipotizza un onere per il servizio del debito pubblico che probabilmente è superiore a quello che si è già realizzato con la riduzione dei tassi d’interesse sui mercati finanziari nelle ultime settimane”.

L’approvazione del Def da parte del Parlamento, ha ricordato il ministro nel corso della replica sul documento nell’Aula del Senato, è “un passo importante” che “può consentirci di affrontare con fiducia” gli step futuri “avendo il sostegno del Parlamento” ha evidenziato Saccomanni. Il ministro ha accettato la risoluzione di maggioranza presentata da Pd, Pdl, Scelta civica e Gal ed  ha quindi spiegato che di questo sostegno “mi potrò avvalere” già lunedì e martedì prossimi alla riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin a Bruxelles, dal momento che – ha ricordato ancora – “avere il sostegno del Parlamento su questo Def sarà un elemento molto importante”.

Il ministro ha dichiarato che in merito ai conti pubblici ora c’é un “primo tempo fondamentale che é quella della chiusura della procedura di disavanzo” per la quale ci sono “tutte le premesse”. Il “secondo tempo di questa procedura é la revisione del Def e in particolare del programma nazionale delle riforme che dovrà tenere conto delle linee programmatiche” enunciate dal presidente del Consiglio e che prevedono “misure di carattere immediato e misure di più lungo periodo che saranno prese nel contesto delle riforme strutturali”. 


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