Mentre la politica italiana disquisiva sui possibili candidati alla poltrona del Quirinale, l’Italia che lavora continuava a discutere sulla difficile situazione che aziende e professionisti sono costretti a vivere, nonché sui possibili rimedi volti a dare ossigeno ad un’economia in perpetua asfissia. Uno spiraglio di luce è sembrato arrivare con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 82 dell’8 aprile 2013 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35 recante “Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali” che consente il pagamento dei debiti commerciali scaduti della pubblica amministrazione, per un ammontare complessivo per il 2013 pari a 40 miliardi totali, e la cui copertura finanziaria viene assicurata mediante titoli di stato.

In riferimento alla pubblicazione del DL n. 35/2013, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha pubblicato due circolari riguardanti le istruzioni di carattere operativo. La prima è la Circolare 10 aprile 2013, n. 17 Decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35 inerente “Misure per le amministrazioni tenute a certificare i crediti certi, liquidi ed esigibili fornitori maturati alla data del 31 dicembre 2012 per somministrazioni, forniture e appalti. Prime indicazioni operative alle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato in materia di accreditamento alla piattaforma elettronica e di ricognizione dei debiti”; la seconda la Circolare 12 aprile 2013, n. 18 su “Pagamento dei debiti delle Amministrazioni dello Stato. Applicazione dell’articolo 5 del decreto-legge n. 35 del 2013 recante Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento dei tributi degli enti locali”.

Nel merito del contenuto della circolare n. 17/2013, sembrano creare già disguidi gli stringenti termini temporali ivi previsti. Per quanto concerne l’Obbligo di registrazione sulla piattaforma elettronica (la piattaforma, appunto, utile alla certificazione dei crediti che consente ai creditori della pa di richiedere la certificazione dei crediti relativi a somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti e di tracciare le eventuali successive operazioni di anticipazione, compensazione, cessione e pagamento, a valere sui crediti certificati), la circolare oltre a rammentare la necessità di provvedere all’accreditamento alla piattaforma informatica per la certificazione del credito, ha specificato l’obbligo per ogni amministrazione, di individuare, tra i propri vertici amministrativi, i soggetti tenuti alla registrazione. I predetti soggetti, una volta provveduto ad abilitare l’amministrazione, possono indicare i dirigenti, i quali, in coerenza con le deleghe distribuite, saranno accreditati ad operare sulla piattaforma per il rilascio delle certificazioni dei crediti.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, costituiscono vertici amministrativi, per le amministrazioni centrali, i Capi Dipartimento e i Segretari generali e, per le amministrazioni periferiche, i responsabili delle strutture quali i Prefetti, i Provveditori alle Opere Pubbliche, i Dirigenti scolastici. E proprio in riferimento a quest’ultimi, non poche sono state le proteste avanzate in questi giorni con riferimento al termine fissato al 30 aprile 2013 per poter accedere alla piattaforma virtuale. Quest’ultima infatti, probabilmente a causa dell’ingorgo delle richieste accavallatesi, è risultata in diversi momenti non disponibile. L’impossibilità di accedere al portale ha scaturito allarmismo tra i dirigenti scolastici, soprattutto in virtù del fatto che il Ministero ha più volte sottolineato, che gli stessi, in caso di ritardo, saranno tenuti a versare 100 euro di mora per ogni giorno di dilazione. Sulla perentorietà del  termine non si discute, ma sull’inefficienza del sistema informatico messo a disposizione dal Ministero dell’economia e delle finanze si potrebbe a lungo disquisire.

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