“C’è della gente a tavola, su”. Così Dario Franceschini ha cercato, senza riuscirci, di sedare le contestazioni che sabato sera lo hanno preso di mira, poche ore dopo la rielezione al Quirinale di Giorgio Napolitano.

L’ex segretario del Pd, chiusa la partita sul Colle, si è recato a cena in un ristorante nei pressi di Montecitorio, dove, però nel pomeriggio e durante il sesto, decisivo scrutinio, si era radunata una folla a inneggiare il nome di Stefano Rodotà e del tutto avversa all’accordo con il centrodestra per la conferma di Napolitano alla presidenza della Repubblica.

I manifestanti erano in lenta processione verso un altro punto della città, dove si sarebbero ritrovati per concludere la manifestazione, ma poi alcuni di loro si sono accorti che, dentro la sala di un ristorante era seduto proprio l’esponente del Partito democratico, tra i più noti e influenti deputati del centrosinistra.


Così, ai primi schiamazzi, i camerieri hanno cercato di fare scudo su Franceschini, occultandolo alla vista dei passanti, ma poi l’onda di protesta si è diffusa a macchia d’olio, con grida che si sono succedute per alcuni minuti.

Il deputato ha cercato, in un primo momento di fare buon viso, ma poi si è trovato costretto a scusarsi con gli altri clienti del locale per i cori e le urla di cui era destinatario: “Buffone!”, “Possa andarti per traverso” e altre esclamazioni irripetibili sono state rivolte nei confronti di un risentito Franceschini. Visibilmente imbarazzato, l’ex segretario ha cercato di calmare gli animi, uscendo a conversare con i manifestanti, ma non ha raggiunto il suo intento, ricevendo anche feroci insulti.

“La mia colpa è avere votato Napolitano e non Rodotà”, così l’ex capogruppo alla Camera del Pd ha raccontato l’accaduto sul proprio profilo Twitter.


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1 COOMENTO

  1. Sono preoccupata e nauseata allo stesso tempo.
    Si è parlato della riduzione dei parlamentari, dei loro “stipendi” d’oro, della patrimoniale che farebbe luce finalmente su chi sono i ricchi di questo paese, ma non ho visto niente di tutto questo.
    Faccio l’ impiegata statale con uno stipendio di poco più di mille euro al mese, con un mutuo di 400 euro al mese, il marito disoccupata perchè la sua azienda ha chiuso il 2006 e non ha avuto una seconda possibilità di lavoro se non di brevi periodi e devo sopportare di essere considerata ricca dallo stato perchè ho uno straccio di stipendio.
    Ma se io e più di 2 terzi di italiani siamo ricchi, i nostri ministri cosa sono con più di venti mila euro al mese? Senza considerare che gli dobbiamo pagare pure le gomme da masticare

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