Franco Marini non ce l’ha fatta. Il candidato congiunto di Partito democratico, Pdl e Scelta civica non è riuscito a superare il quorum dei 672 voti necessari per essere eletto a presidente della Repubblica.

I voti raccolti da Franco Marini sono in tutto 521, mentre secondo è arrivato Stefano Rodotà, con 240 preferenze, seguito da Sergio Chiamparino a 41 e Romano Prodi a 14.

Fin dalle prime battute dello scrutinio, era apparso evidente che Marini non avrebbe raggiunto la maggioranza dei due terzi dei grandi elettori riuniti alla Camera per eleggere il successore di Giorgio Napolitano.

Sulla percentuale delle schede lette dalla presidente Laura Boldrini, infatti, marini si è sempre attestato intorno al 50%, percentuale che gli avrebbe consentito di diventare Capo dello Stato dal quarto scrutinio in poi.

Alle sue spalle, nessuna sorpresa su Stefano Rodotà, che ha raccolto il consenso unanime del MoVimento 5 Stelle e di Sinistra, Ecologia e Libertà riuscendo a sfondare forse anche in qualche rappresentante Pd.

Ora, bisognerà vedere se la linea del Partito democratico cambierà in vista dei prossimi scrutini o se continuerà a puntare su Franco Marini anche nelle prossime votazioni. Dai primi conteggi, infatti, sembra che quasi 200 voti dei democratici manchino all’appello e dunque, facile che si apra una riflessione all’interno del partito più rappresentato tra i grandi elettori.

 

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