Alberto Stasi è colpevole dell’omicidio di Chiara Pioggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Ad esserne convinto è Roberto Aniello, sostituto procuratore generale della Cassazione, che ha richiesto ai giudici della prima sezione penale di annullare con rinvio l’assoluzione accordata all’ex fidanzato di Chiara Poggi, sia in primo che in secondo grado.

In entrambe le sentenze, su parere del pg, si possono riscontare “evidenti illogicità” congiuntamente a gravose “lacune e incongruenze” oltre ad una “sopravvalutazione della prova scientifica“. Secondo l’accusa, infatti, “l’autore dell’omicidio ben conosceva la vittima come pure la casa” e non sussistono “elementi che parlino di altre persone”, all’infuori di Stasi, che siano in grado di rivelare un attendibile “movente per uccidere Chiara Poggi”.

A ciò si aggiunge, sempre secondo la pubblica accusa di piazza Cavour, come Alberto Stasi la mattina del 13 agosto sarebbe stato colto dal “panico” e sarebbe rientrato a casa Poggi “per controllare se Chiara era viva o morta”. Alberto Stasi, dunque, seguendo le parole pronunciate dal pg, non avrebbe fatto altro che simulare “il ritrovamento del cadavere di Chiara”.

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2 COMMENTI

  1. Le prove scientifiche, se tali sono, non possono essere “sopravvalutate”. O vi sono o non vi sono. Il problema della loro valutazione e significatività, nel processo italiano (all’estero non so, ma è probabile che funzioni lo stesso criterio), consiste nel fatto per cui vengono nominati periti di parte, i quali, essendo pagati per un determinato risultato, dicono, nella pratica, non una versione scientifica su cui tutti possano concordare, ma una certa ipotesi favorevole (spesso, ma non sempre: nel caso Aldrovandi anzi, proprio la perizia della difesa rovesciò la tesi della difesa stessa), alla parte pagante. In un processo moderno, che rigetta la tortura ed ogni altro sistema di pressione psicologico, che non può più ritenere la confessione un elemento determinante (visto che si può confessare per varie ragioni non inerenti alla verità dei fatti), l’elemento scientifico, ovvero da tutti verificabile, diventa la vera “prova regina”. Ma per esserlo, l’esistenza di periti pagati e condizionati dalle parti va superata.
    In più occasioni ho proposto che, invece di perizie separate e contrastanti, venga costituita una commissione scientifica costituita da specialisti, scelti ma non pagati dalle parti. Questi valutino insieme gli elementi da verificare, quindi, o all’unanimità o a maggioranza, predispongano una relazione dettagliata con le necessarie osservazioni, motivazioni e giustificazioni. Se tra i periti uno dissente, sia messo a verbale con relative motivazioni. La Corte poi, letta tale relazione scientifica con le obiezioni allegate (se ci sono),, tragga quindi le conclusioni più corrette sul caso. Ovviamente ciò richiede che almeno un componente della Corte abbia cognizioni precise, per capire il significato della relazione che, dal suo lato, deve essere espressa non in linguaggi incomprensibili, ma in corretta espressione italiana, comprensibile per quanto si può a tutti. Le spese di tale Commissione, anticipate dallo Stato, dovrebbero poi essere saldate dal o dai perdenti.
    Le commissioni scientifiche dovrebbero anche sostituire le giurie che, sotto la parvenza di una partecipazione popolare, in realtà rappresentano soltanto gli istinti vendicativi delle masse, mediaticamente condizionate..

  2. non giudicate se non volete essere giudicati
    ma come si fa a condannare una persona senza alcuna prova?
    meglio avere qualche colpevole in giro piuttosto che innocenti in carcere
    Bisogna essere molto sicuri di sè ed essere completamente certi che non esista un vero giudice nell’aldilà

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