Danilo Restivo, all’inizio dell’udienza pubblica a Salerno in corte d’assise d’appello per l’omicidio di Elisa Claps, fissata per oggi, martedì 16 aprile, ha deciso di leggere una lettera diretta alla madre della studentessa di Potenza. “Io non ho ucciso e non ho idea di chi sia stato”, ha sostenuto l’unico imputato, già condannato a 30 di reclusione in primo grado, direttamente rivolgendosi a Filomena Iemma.

L’uomo ha affermato che sia la lettera che la richiesta di udienza pubblica non hanno rappresentato per lui “un gesto di sfida“, ma anzi ha sottolineato di voler porgere le proprie “condoglianze” alla famiglia Claps. “Il mio desiderio è un giorno quello di portare i fiori sulla tomba di Elisa“, ha letto in un passaggio della lettera a Filomena Iemma.

La madre della studentessa potentina non ha voluto ascoltare le parole dell’uomo, preferendo uscire dall’aula durante la lettura del testo a lei indirizzato. Gildo Claps, invece, il fratello maggiore della vittima uccisa il 12 settembre 1993, si è limitato a dichiarare: “da Restivo non mi aspetto nessuna verità“. Il legale dell’imputato, Alfredo Bargi, la settimana scorsa aveva avanzato ai giudici la richiesta di officiare il processo pubblicamente, aprendo le porte a pubblico e giornalisti.

Era palese che il potentino, come annunciato più volte dai suoi stessi legali,  avrebbe ribadito in aula la propria innocenza, suscitando lo sdegno congiunto dei familiari di Elisa.  Tuttavia l’appello al killer di Elisa è arrivato del tutto inaspettato. Tutti gli indizi infatti continuano a convergere sulla colpevolezza di Restivo, e nulla sembra poter trovare altrove l’assassino.

Tuttavia l’uomo, per fornire l’unica presumibile versione dei fatti, ha ricalcato un copione più volte utilizzato da chi rivela una colpevolezza pressoché insindacabile: si è limitato a discolparsi attribuendo la responsabilità ad un’altra persona, peraltro del tutto ignota. E lo fa senza vergogna, davanti alla stampa, avendo infatti i giudici della Corte d’Assise d’Appello salernitana accettato la richiesta avanzata da Restivo, rendendo pubblica l’udienza, pur contro il parere della famiglia Claps.

Quella di oggi è stata una delle ultime udienze. A seguito delle dichiarazioni rese da Restivo, in aula prenderà la parola l’avvocato co-difensore Marzia Scarpelli, essendo riservato l’intervento del collega Alfredo Bargi, al corso della prossima udienza, in programma il 23 aprile. Annoverati tra i materiali che i legali di Danilo Restivo intendono portare all’attenzione della corte del processo d’assise d’appello, figurano “la cartina di Potenza“,  e svariate fotografie. “Materiale che verrà illustrato in aula, -hanno anticipato i difensori ai cronisti- fotografie che riguardano la ricostruzione di tutta la vicendaprocessuale. Elementi utili a dimostrare la tesi difensiva”. Il momento atteso da anni è dunque  arrivato. Non resta che attendere il prosieguo dell’udienza.

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  1. Se è lui l’assassino, di certo non è stato il solo ad agire in quella Chiesa, ma qualcuno lo ha aiutato, o viceversa Restivo ha aiutato qualcuno. Da solo non poteva ammazzare la ragazza e anche occularne il corpo così bene e per vent’anni. Questo mi pare ovvio. Quianto al processo britannico per il caso Burnett, da quello che ho seguito , lo si è condannato per una condanna in Italia che non aveva ancora ricevuto. Il che dice molte cose su come funzionano i processi anche all’estero (tanto ammirati da noi in Italia)..

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