Clamoroso exploit dei BTp Italia, i titoli di stato sono andati talmente bene che in una sola giornata hanno sfiorato i 9 miliardi e questo ha fatto si che si verificasse una chiusura anticipata per la quarta tranche. “Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, coerentemente con quanto disposto nei precedenti comunicati e come previsto dal decreto di emissione – si legge in una nota – annuncia di volersi avvalere della facoltà di chiusura anticipata dell’emissione del BTP Italia indicizzato all’inflazione”.

La chiusura anticipata ci sarà oggi 16 aprile alle ore 17,30. Dunque oggi sarà ancora possibile sottoscrivere il BTp Italia e saranno soddisfatte integralmente tutte le proposte irrevocabili di acquisto  di questo titolo immesse sul MOT e che abbiano determinato la conclusione di contratti entro la data ed ora di efficacia della chiusura anticipata.

Se dovessimo registrare un andamento analogo a quello dell’ottobre scorso sicuramente chiuderemmo in anticipo”, aveva dichiarato a Radio 24 Maria Cannata, responsabile al Tesoro per la gestione del debito pubblico. “Il successo veramente travolgente che abbiamo vissuto a ottobre – ha proseguito – da un lato ci ha fatto sicuramente piacere ma dall’altro ci ha sottolineato l’importanza di tenere un pò sotto controllo l’ammontare finale della transazione”. Questo, ha poi affermato il direttore del Tesoro, è tanto “più vero per le emissioni di quest’anno, perché vanno a scadere nel 2017 che é un anno già abbastanza impegnativo dal punto di vista delle scadenze”.

L’avvio lanciato del nuovo BTp con scadenza a 4 anni sarebbe proprio connesso anche alla paura che il Tesoro, nell’ evenienza di una forte domanda, possa chiudere prima del termine preventivato la prima emissione di BTp Italia del 2013 sulle due annunciate dal ministero dell’Economia per l’anno in corso: molti investitori, soprattutto istituzionali, avrebbero deciso di anticipare i termini per scongiurare di rimanere all’asciutto.

Rispetto alle tre passate operazioni accadute l’anno scorso , questa volta il Tesoro si è riservato la possibilità di interrompere il collocamento a cominciare da domani sera (rinunciando quindi alle successive giornate di mercoledì e giovedì). Una mossa necessarie per evitare il ripetersi di quanto accaduto lo scorso ottobre, quando le richieste (tutte automaticamente esaudite) raggiunsero i 18 miliardi di euro. Ufficialmente via XX settembre non ha stabilito un tetto massimo per questa emissione, ma secondo fonti di mercato è facile ipotizzare che possa “accontentarsi” di un ammontare vicino a quello della prima operazione (7,3 miliardi di euro) e non voglia superare comunque i 10 miliardi.

Da un punto di vista puramente pratico, il BTp Italia in emissione mantiene caratteristiche identiche ai precedenti; durata quadriennale; indicizzazione all’inflazione italiana (l’indice Foi senza tabacco rilevato dall’Istat che a marzo ha registrato una crescita tendenziale annua del’1,6%); premio di fedeltà dello 0,4% per le persone fisiche che lo acquisteranno in collocamento e lo manterranno fino a scadenza (22 aprile 2017). Il livello minimo di rendimento reale (al quale andrà aggiunta l’inflazione per determinare via via il valore delle cedole semestrali che si incasseranno ) è stato deciso venerdì scorso al 2,25% ed è probabile a questo punto che venga confermato al termine del collocamento, vista la domanda da parte degli investitori.

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