Prende sempre più corpo l’idea, anzi la possibilità, che i futuri vincitori del concorso a cattedre verranno inseriti nell’ organigramma scolastico a titolo definitivo nell’arco di 3 anni invece che dei 2 previsti dal bando. Il Miur sta valutando molto seriamente dunque questa ipotesi visto che ormai i numeri sembrano rendere impossibile mantenere le cifre promesse quando fu presentato il concorso.

I vincitori, quindi, rimarrebbero in ballo per l’assegnazione fino a settembre 2015, visto che la normativa prevede la triennalità delle graduatorie dalle quali proviene il 50% degli assunti in ruolo ogni anno, come prevede il doppio canale. Questa provvedimento genererebbe una conseguenza importante dal momento che verrebbero meno le condizioni per avere un altro concorso, quello che il ministro Profumo aveva trionfalmente annunciato in primavera.

Stiamo accertando l’effettiva consistenza dei dati “, ha dichiarato la dott.ssa Stellacci – “La cosa importante da fare ora, infatti, è controllare il numero di pensionamenti in base alla provincia e alla classe di concorso per capire quali siano le reali possibilità di entrata in ruolo nel settembre 2013 per i vincitori del concorso.”

Non c’è dubbio – ha aggiunto – che assumeremo tutti gli 11.542 vincitori del concorso. Ma qualora fosse proprio impossibile per mancanza di posti disponibili farlo in due anni potremmo spingerci anche a settembre 2015 in quanto la normativa vigente prevede la triennalità delle graduatorie” .

Tutti i dubbi e le perplessità hanno smesso di essere tali per diventare ingombranti certezze quando sono stati effettuati i conteggi dei pensionamenti per l’anno 2013 che, quest’anno, a causa della Riforma Fornero sulle pensioni, sono dimezzati rispetto all’anno scorso; infatti si tratta di un ridimensionamento sensibili se si pensa che a fronte dei 10.009 di quest’anno, l’anno prima erano oltre 24 mila.

Il Ministro aveva fissato una ripartizione che prevedeva 7.351 posti che rappresentavano la prima tranche dei vincitori del concorso,  dal 1° settembre 2013 (50% del reclutamento) sarebbero stati assunti a tutti gli effetti, diventando così titolari delle cattedre. Come già citato sopra, a questo numero bisogna necessariamente associare altrettante immissioni da graduatoria ad esaurimento.

Vista la situazione è facile che la ripartizione originale possa essere rivista e se così fosse è evidente che essere assunti a tempo indeterminato a settembre 2013 potrebbe essere un vero e proprio miraggio. Il disagio chiaramente c’è, anche se bisogna tranquillizzare i candidati perché questo non cambia le disponibilità numeriche ne mette in discussione l’assegnazione stessa.

Quello che invece potrebbe essere messo in discussione è l’indizione di un nuovo concorso che, secondo quanto aveva dichiarato Profumo, era previsto fra due anni, in primavera. Il Ministero avrebbe dovuto preparare una graduatoria dalla quale attingere subito dopo l’assunzione nei prossimi due anni dei vincitori dell‘attuale concorso e quindi un meccanismo del genere rischia di incepparsi.

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