A distanza di un mese e mezzo dalle elezioni politiche che hanno proiettato il MoVimento 5 Stelle a primo partito del Paese, finalmente Beppe Grillo si concede alla stampa – anche – italiana tramite il network internazionale di Metro news.

Dopo interventi anche firmati su giornali prestigiosi come il New York Times, o la tv tedesca Ard, il comico fondatore del M5S si apre all’informazione nostrana, che quotidianamente bistratta per i finanziamenti pubblici a pioggia di cui è destinataria.

Anche per questa ragione allora, Grillo avrà scelto il freepress Metro, per esordire sulle pagine dei quotidiani italiani, ma dalla porta di servizio. L’intervistato della cronista Elisabeth Braw e oggi pubblicato dall’edizione nostrana di un giornale che, a suo avviso non rappresenta la casta dell’informazione .

Inevitabile partire dalle polemiche della ultime settimane, sulla questione della mancata fiducia a Bersani e gli strascichi anche interni al MoVimento 5 Stelle che il “gran rifiuto” grillino ha comportato. “Noi non ci alleiamo con nessuno. Noi siamo il Movimento 5 Stelle, chi vota il movimento diventa il Movimento, diventa un cittadino attivo e protegge il territorio, la politica la fa con la spesa”.

Incalzato se davvero i suoi elettori – circa 8 milioni – non preferiscano soluzioni tangibili a visioni del futuro, Grillo afferma che “la demolizione è già iniziata attraverso una tecnologia che si chiama Internet.  un cambiamento di mentalità, di cultura, di civiltà perché si passa da una democrazia che è delegata a dei partiti che hanno disintegrato il Paese a una democrazia partecipata da parte dei cittadini.”

Un’occhiata anche alla presenza del MoVimento 5 Stelle in Parlamento: “Agiremo. Questo è un movimento di proposte, non di protesta. Proporre un altro tipo di politica, di economia. Lo Stato oggi non esiste, la burocrazia ha sostituito la democrazia, la finanza ha sostituito l’economia.”

In seguito, non manca l’accenno alla sua funzione nella struttura del MoVimento: “Io sono il garante, controllo che chi entra in queste liste sia incensurato e che non sia iscritto a altri partiti. Non è solo Rete, è rete e piazza, dove c’è il contraddittorio, dove puoi anche venire contestato e amato.” La questione riguarda anche gli attacchi contro il Grillo padre-padrone del M5S, che decreterebbe la linea alla quale i 163 parlamentari sono tenuti ad attenersi: “Loro cercano di farci passare come movimento dove c’è un capo che decide, quindi con mancanza di democrazia interna. Ma è assolutamente fasullo”.

Addirittura, si apre a una parallelismo con la Primavera araba che ha toccato l’altra sponda nel Mediterraneo e che, ora, potrebbe essersi allargata, come ondata di protesta anche all’Italia: “In Egitto forse rimpiangono Mubarak? Qua nessuno sta rimpiangendo Fini, Casini, nessuno rimpiangerà Bersani, nessuno rimpiangerà Berlusconi. Quindi non rimpiangeremo nulla perché metteremo delle persone perbene, normali, oneste e trasparenti a gestire il Paese.”

Uno dei punti più dibattuti del programma del MoVimento 5 Stelle riguarda la permanenza o meno nella moneta unica. E qui le parole di Grillo si fanno sorprendenti: “Il fatto di essere o non essere nell’euro non è un fatto che posso decidere io. Io non l’ho mai detto. Io ho detto che il debito ci sta scaraventando in un buco nero. Loro devono avere fiducia in noi, noi siamo il nuovo, noi vogliamo governare, noi siamo in grado di governare. Che ci diano fiducia a noi: noi a loro non daremo più fiducia; l’hanno avuta per 40 anni ed hanno distrutto il Paese.”

Chiusura sul tema del lavoro: “Io ai disoccupati dico: abbiamo un piano d’emergenza immediato che è il reddito di cittadinanza.  E non può un manager guadagnare come da noi 1300 volte lo stipendio dei loro impiegato.” Anche una breve battuta sulla giustizia: “E’ ferma e bloccata da 9 milioni di processi e un processo medio dura 3 anni 4 anni 5 dove non c’è la certezza della pena, la certezza del diritto”.



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