Ci sono volute quasi quattro ore ed un confronto serrato perché alla conclusione del Consiglio dei ministri ci fosse l’ok al decreto per lo sblocco dei pagamenti. Un provvedimento, dunque, che arriva dopo lunghi dibattiti e persino scontri in merito all’opzione proposta dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera di spostare sul 2013 una quota maggiore di risorse; proposta che non ha sortito effetti visto che la linea dell’Economia è rimasta immutata. Il piano stilato dal governo, infatti, si articola in circa 20 miliardi di euro da erogare nel 2013 e altrettanti nel 2014 per debiti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012.

All’approvazione si aggiunge la conferma, giunta nel finale, dell’aumento da 500 mila a 700 mila euro della soglia di compensazione tra crediti e debiti fiscali. La misura ha avuto un andamento a dir poco controverso; infatti dopo essere stata illustrata in conferenza stampa da Passera e dal ministro dell’Economia ,  Vittorio Grilli; è stata inserita nel comunicato stampa del Governo ed era ancora presente nella versione del decreto uscita dal Cdm. Poi c’è stata la sparizione, sembrava che non ci fosse la copertura per poterla attuare quindi non risultava più nel testo finale che doveva arrivare al Quirinale, alla fine però è stato reinserito nell’ultima versione così grazie a questo intervento secondo il Governo le imprese godranno di benefit per “almeno 2 miliardi nel 2015”.

Vediamo ora i dodici punti salienti nei quali abbiamo suddiviso il decreto.

Il primo punto è costituito dall’allentamento del Patto di stabilità che consentirà, nel 2013, i pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili (al 31/12/12) di parte capitale (investimenti già effettuati della PA). Saranno esclusi dal Patto di stabilità interno, per una cifra vicina ai 5 miliardi di euro, gli enti locali, 1,4 miliardi per le regioni, 500 milioni per le amministrazioni centrali e 800 milioni per investimenti cofinanziati da fondi Ue. Riceveranno la priorità le aziende che presentano fatture più vecchie.

Come secondo punto è stata stabilita la creazione di un Fondo, presso il ministero dell’Economia, da 26 miliardi per il pagamento dei debiti esigibili dagli enti locali (2 miliardi nel 2013 e 2 nel 2014), dalle Regioni per debiti diversi da quelli sanitari (3 miliardi nel 2013 e 5 nel 2014) e dalle stesse Regioni per debiti sanitari 5 miliardi nel 2013 e 9 nel 2014).

Per garantire risorse disponibili nell’immediatezza, il terzo punto è rappresentato dal provvedimento che prevede che la Cassa depositi e prestiti diventi l’unico mezzo mediante il quale il Tesoro anticiperà liquidità agli enti locali che non possono far fronte ai pagamenti dei debiti. L’anticipazione di liquidità sarà concessa entro il 15 maggio 2013.

Al quarto punto grazie ad un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate e del territorio sono fissati i termini e le modalità attuative per la riprogrammazione delle restituzioni e dei rimborsi delle imposte, con l’obiettivo di incrementare le erogazioni fino a un massimo di 2.500 milioni di euro per l’anno 2013 e 4 miliardi per l’anno 2014.

Il quinto punto prevede la possibilità già oggi esistente di compensare crediti commerciali certificati con debiti fiscali iscritti a ruolo viene allargata a debiti fiscali conseguenti ad atti di accertamento con adesione. Viene inoltre aumentata da 500mila euro a 700mila euro la soglia di compensazione tra crediti e debiti fiscali come detto sopra il beneficio per le imprese è stimabile, per il 2013, ad almeno 2 miliardi.

Il sesto punto verte sulla legge di stabilità 2014 che seguendo le linee guida delle Autorità europee, nel rispetto dei parametri di sostenibilità e stabilità finanziaria, può assicura l’autorizzazione di un ulteriore aumento delle risorse da rivolgere al pagamento dei debiti, attraverso l’assegnazione di titoli di Stato, in favore di banche o intermediari finanziari.

Il settimo punto prevede che con la legge di stabilità 2014, oltre al pagamento dei 40 miliardi, in linea con le indicazioni delle Autorità europee e nel rispetto dei parametri di sostenibilità e stabilità finanziaria, può essere autorizzato un ulteriore incremento delle risorse da destinare al pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche, non ancora estinti.

L’ottavo punto è quello per cui si punta a garantire il completamento del processo di liquidazione di tutti i debiti commerciali ante 2012 non ancora estinti, tutte le Amministrazioni sono chiamate entro il prossimo 15 settembre alla ricognizione completa dei debiti commerciali scaduti o in scadenza accumulati ancora pendenti e a produrre, senza adempimenti o oneri per le imprese, l’elenco certificato di tutti i debiti ancora da onorare.

Al nono punto troviamo il monitoraggio realizzato dal ministero dell’Economia sull’attuazione delle misure fissate dall’attuale decreto sui pagamenti dei debiti. Qualora ci fossero rischi per il rispetto del tetto del 3% per il rapporto deficit-Pil, il ministro, dopo apposita relazione da inviare al Parlamento o da allegare comunque alla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, può decidere con proprio decreto la rimodulazione per gli anni 2013 e 2014 delle spese autorizzate.

Al decimo punto ci sono le sanzioni che  riguarderanno gli enti locali che senza giustificato motivo, non abbiano fatto richiesta delle risorse per pagare le passività o non abbiano proceduto, entro l’esercizio finanziario 2013, ad erogare pagamenti per almeno il 90% degli spazi concessi. Queste infrazioni devono essere rilevate dalle sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti che le deve accertare, su segnalazione del Dipartimento della ragioneria generale dello Stato; le stesse sezioni quindi irrogano una sanzione pecuniaria pari a due mensilità del trattamento retributivo al netto degli oneri fiscali e previdenziali, per i responsabili dei servizi interessati.

Il decreto prevede, all’undicesimo punto, che tutte le Amministrazioni saranno obbligate a entrare nella piattaforma informatica per la certificazione dei debiti con le imprese, costituita presso il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro 20 giorni dalla sua entrata in vigore.

All’ultimo punto, infine, ci sono gli atti di cessione dei crediti certi, liquidi ed esigibili maturati nei confronti delle pubbliche amministrazioni entro il 31 dicembre 2012 per somministrazioni, forniture ed appalti sono esenti da imposte, tasse e diritti di qualsiasi tipo. La disposizione non si applica all’Iva.

Leggi qui il testo integrale del decreto pubblicato in gazzetta.


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here