Questa volta, Giuseppe Cruciani e David Parenzo l’hanno combinata grossa. Dopo aver ingannato Francesco Campanella, un senatore grillino che aveva votato Pietro Grasso alla presidenza del Senato, stavolta a cadere nella rete della trasmissione radiofonica “La Zanzara” è nientemeno che l’ex presidente della Corte costituzionale Valerio Onida, attualmente a capo della Commissione politico istituzionale dei saggi dopo l’esito nullo delle consultazioni.

Se la volta scorsa l’esca era stato un perfetto imitatore di Nichi Vendola, che offriva al grillino dissidente un posto tra le file di Sel – cui Campanella aveva risposto picche – ora la voce che ha fatto cadere nel tranello Valerio Onida è l’imitazione perfetta di Margherita Hack, riuscita a mettersi in linea con uno dei maggiori costituzionalisti del Paese.

La gaffe dell’ex presidente arriva subito: dopo i convenevoli, infatti, la finta Hack chiede lumi su questa trovata dei saggi: “Mi sembrano inutili”. Un’affermazione che Onida sottoscrive, replicando: “Probabilmente è inutile, serve soltanto a coprire un po’ questo periodo di stallo, dal fatto che in Parlamento non è venuta fuori una soluzione e che l’elezione del nuovo Presidente avverrà tra quindici giorni”.


Insomma, una soluzione di ripiego di cui gli stessi esponenti delle Commissioni si dicono convinti: “Mi sembra una bischerata”, sentenzia l’imitatrice dell’astrofisica toscana. “Cercheremo di cambiare la legge elettorale – ha proseguto Onida – se questo andasse in porto sarebbe già un bel risultato. Penso che presto o prestissimo andremo a votare ancora. Questo Parlamento è bloccato, Grillo non ne vuole sapere”.

Quindi, Onida si è sfogato anche su Berlusconi“E’ anziano, lasci in pace gli italiani” – rivelando poi qualche retroscena per la prossima corsa al Quirinale, con il suo personale favorito Giuliano Amato: “Fosse per me lo farei subito, ma non c’è accordo”.

Scontato aggiungere che le affermazioni di Onida hanno innescato polemiche a non finire, con lo stesso costituzionalista costretto a scusarsi ufficialmente, ma confermando di non voler abbandonare il ruolo di saggio “pro tempore”. Insomma, la questione dei saggi rischia di finire in una farsa ancor prima di mettersi all’opera.


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