Ora è ufficiale: le elezioni amministrative siciliane si terranno il 9 e 10 giugno prossimi. Dunque, la popolazione dell’isola verrà chiamata al voto con due settimane di ritardo rispetto alle date fissate su tutto il territorio nazionale del 26 e 27 maggio.

A provocare questo slittamento il disegno di legge che dovrebbe introdurre la doppia preferenza di genere alle consultazioni locali, attualmente in discussione all’assemblea regionale siciliana.

Dunque, la democrazia può attendere di fronte alla parificazione di genere: cosicché la giunta di Rosario Crocetta, dopo la sorprendente abolizione delle province, torna alla ribalta con un nuovo provvedimento che spezza le consuetudini dell’amministrare.

In realtà, il documento che sta per essere approvato dalla Regione, altro non è che la messa in pratica di una disposizione già contenuta nella legge statale sulle quote rosa, che definiva tra i suoi capisaldi la doppia preferenza di genere per le votazioni locali, regionali incluse. Il problema, semmai, è che solo la Campania ha recepito l’indicazione fino a oggi.

Così, è stata la Commissione Affari Istituzionali dell’assemblea siciliana a conglobare in un unico provvedimento i ritocchi pervenuti, dato che un po’ tutti i partiti avevano avanzato le proprie proposte migliorative, che dunque sono state raggruppate in un solo disegno di legge, per continuare a battere il solco delle pari opportunità, dopo che, alle ultime elezioni regionali dello scorso ottobre, sono state elette 15 donne su 90 rappresentanti (con la precedente giunta Lombardo erano solo 3).

Così, oltre alla concretizzazione del principio della preferenza doppia, si è deciso di allargare il principio addirittura alla scheda di genere, per marcare ulteriormente la necessità di parificare l’accesso alle cariche istituzionali.

Un intervento giudicato estremamente importante da indurre al ritardo di quindici giorni delle elezioni amministrative: slittamento su cui è d’accordo il MoVimento 5 Stelle, protagonista indiscusso di questa prima fase di legislatura regionale, che, tramite il proprio portavoce Salvo Siragusa auspica di vedere inserita “la votazione in una seduta apposita“.

Il timing che gli osservatori, vista l’accondiscendenza del MoVimento 5 Stelle, stimano per l’approvazione della legge è comunque molto rapido: si parla, infatti, già della prima metà di aprile. In questo modo, passerebbero, infatti, i 55 giorni necessari per la conversione e l’entrata in vigore della norma già alle prossime elezioni regionali.

Vai al testo della legge sulle quote rosa 215/2012

 

 

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1 COOMENTO

  1. Mai legge più stupida e classista di questa si era vista: la parità si realizza concorrendo assieme, non predisponendo corsie preferenziali per un sesso o per l’altro. L’essere umano deve sempe complicare le cose semplici, è inaudito.

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