Ancora non c’è un governo, ma il nuovo Parlamento cerca di muovere i primi, malfermi passi per affrontare le questioni più urgenti a livello economico e sociale. Da diversi mesi, infatti, tanto il tessuto produttivo quanto la protezione di centinaia di migliaia di ex lavoratori sono alle prese con due nodi ancora irrisolti: i debiti della pubblica amministrazione e l’infinita questione esodati. E’ per questa ragione che oggi prende il via una Commissione speciale in materia.

Due spine nel fianco del governo presente e dimissionario, così come del futuro, ipotetico, esecutivo: chiunque sia il prescelto per guidare la nuova squadra di ministri, si troverà alle prese con queste due grane tutt’altro che di poco conto.

Basta stimare i due fenomeni per capire la loro portata: secondo la Ragioneria di Stato, sono 314mila gli esodati non salvaguardati che sono stati messi in disparte dall’avvento della riforma Fornero, in primis, ma anche degli interventi precedenti, su tutti quelli dell’ex ministro Sacconi. Nessuno di questi, a oggi, ha ancora ricevuto un euro di pensione, nonostante Inps e Ministero si siano affaccendati per venire a capo del problema.

Sul fronte dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, anche qui siamo alla telenovela: dei 70 miliardi che ancora i privati devono vedersi riconosciuti, il governo aveva promesso lo sblocco dei primi 48 tra 2013 e 2014, ma giusto ieri è arrivato l’alt di Bruxelles, perché una tale manovra avrebbe effetti deleteri sul deficit pubblico.

Per sbrogliare le due matasse, il Parlamento ha dunque pensato di affidare il compito a una Commissione straordinaria, che si riunirà stasera alle 19, in assenza della specifica Commissione Bilancio. A questo proposito, è urgente la relazione del governo per la variazione del Def, che dovrebbe servire proprio allo sblocco dei pagamenti alle imprese, mentre, sul fronte esodati, si discuterà lo schema di decreto per l’accesso al trattamento previdenziale. Il calendario della Commissione ad hoc, infatti, è serrato: entro venerdì dovrà essere terminato l’esame dei provvedimenti che, il prossimo martedì 2 aprile, saranno portati in Aula.

Ma non saranno solo queste le incombenze che la neonata Commissione si troverà ad affrontare: all’esame anche lo schema di decreto sull’8 per mille emanato dal Presidente della Repubblica. Una volta insediato, l’organo decadrà e sposterà i suoi lavori al Senato, dove affronterà lo stesso percorso.

Questa la suddivisione dei membri delle Commissioni speciali per debiti PA ed esodati: alla Camera, 19 deputati Pd, 7 del Movimento 5 Stelle, 6 Pdl, 3 Scelta Civica, 2 di Sel, 2 del Misto, uno della Lega. Al Senato, invece, i rappresentanti saranno in tutto 27, di cui 9 Pd, 8 Pdl, 4 M5S, 2 Scelta Civica, 1 Lega-Autonomie, 1 Misto, 1 Gal, 1 Sel-Autonomie.

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1 COOMENTO

  1. io mi reputo uno dei tanti esodati ho 59 anni è dal 2009 che sto in mobilità,nel mese di marzo mi è finita,cosi sono rimasto senza lavoro e senza pensione,nel 2009 quando sono stato messo in mobilità mi avvano detto che io ci rientravo ad andare in pensione con 58 anni e 38 di contributi,poi la legge cambio adesso mi ritrovo con 39 anni di contributi senza lavoro senza sussiddio e dovrei aspettare fino a 67 anni,io dico a chi governa come si fa a campare cosi…quanto sento che i politici vanno aprendere il vitazzio dopo aver fatto 5 anni da dputato.E’una cosa ingiusta…speriamo che passi la legge damiano…grazie per lo sfogo..

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