Tempi rispettati: il Consiglio nazionale forense ha divulgato la prima bozza sul regolamento a fondamento della nuova disciplina delle associazioni che, a seguito della riforma forense, saranno autorizzate a rilasciare le qualifiche di specializzazione.

Dunque, il dibattito innescato nelle ultime due settimane, a ruota del Congresso nazionale dell’avvocatura, sicuramente ha prodotto l’effetto di velocizzare ancor più un iter che, comunque, era già avviato, come lo stesso Cnf aveva tenuto a ribadire anche negli ultimi giorni.

Tra le questioni più spinose insieme a quella sui parametri, il tema delle specializzazioni sta tenendo banco nel mondo dell’avvocatura dallo scorso 21 dicembre, quando cioè la nuova legge professionale è stata definitivamente approvata dal Senato non senza polemiche.

Era stato proprio in occasione del recente Congresso nazionale giuridico-forense, quindi, che i rappresentanti del Cnf avevano assicurato come fosse in via di completamento la stesura della prima bozza sul nodo della formazione mirata.

E un punto fondamentale dell’istituzione delle qualifiche di specializzazione è indubbiamente quello delle associazioni, delle quali, scopriamo oggi in maniera ufficiale, verrà stilato un elenco per identificare le titolari di “bollino” certificato Cnf. Solo queste, infatti, saranno deputate al varo di corsi ad hoc per accrescere la formazione degli iscritti all’albo dell’avvocatura.

L’elenco delle associazioni riconosciute verrà tenuto in pubblicazione costante e, conseguentemente, aggiornato sul portale del Consiglio nazionale forense. Per entrare nella lista degli organismi riconosciuti ai fini della specializzazione forense, saranno fissati alcuni paletti, tra cui la quota minima di iscritti, la correlazione tra gli obiettivi fondanti il sodalizio e le attività svolte a favore di aggiornamento e formazione degli associati.

Naturalmente, dovranno essere fornite all’istituto di controllo anche le informazioni circa la sede nazionale e le eventuali sedi distaccate,dove è previsto lo svolgimento delle attività di formazione. Per le associazioni sarà possibile così avanzare richiesta di inserimento nell’elenco degli organismi accreditati, cui il Cnf dovrà dare risposta entro tre mesi dalla ricezione.

Regolarmente, poi, ogni tre anni, sarà lo stesso Cnf a farsi carico di valutare il persistere dei requisiti messi in evidenza in sede di ingresso alla lista di enti riconosciuti come idonei a garantire la formazione specialistica. Per l’approvazione definitiva del regolamento, si attende il pronunciamento finale: una volta che il regolamento conclusivo sarà pubblicato sul sito del Consiglio, basteranno 24 ore per rendere le norme operative.

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