E’ partito un vero e proprio countdown su quando riapriranno gli sportelli bancari a Cipro; l’allarme l’ha lanciato Panicos Demetriades, Governatore della Banca centrale cipriota, durante un’audizione parlamentare dove ha prospettato lo scenario per cui si potrebbe assistere alla fuga di 7,5 miliardi, ossia oltre il 10% del totale dei depositi.

Il pericolo è chiaramente reale, dal momento che misure come il prelievo forzoso sui conti – stabilito dall’Unione europea per accordare l’ok al piano di salvataggio, ma respinto ieri in serata dal Parlamento dell’isola – non possono che determinare automaticamente la fuga dei capitali dei correntisti all’estero. Questo fa sì che la situazione divenga ancora più complessa e che l’operazione architettata dalla Troika diventi un vero e proprio boomerang.

Il boomerang, a dirla tutta, c’è già stato, almeno a sentire quanto dicono i dati della Banca centrale cipriota; la fuga dei conti, infatti, si è avviata già agli inizi di quest’anno, solo nel mese di gennaio sono fuoriusciti 1,7 miliardi, il 3% del totale dei depositi. Un dato importante, visto che si tratta di una cifra che vale un terzo del denaro che il Governo ritiene di percepire dal prelievo forzoso. Sono per lo più gli stranieri a prendere la via della fuga dall’isola, gli stessi che, russi e inglesi in primis, dal 2007 hanno portato nelle casse delle banche cipriote almeno 20 miliardi, facendo lievitare in maniera spropositata un sistema bancario che vale sette volte il Pil della piccola isola.

I dati riguardanti febbraio, il mese prima della manovra, non sono ancora disponibili ma stime parlano di almeno altri 2 miliardi in fuga, che sommati a quelli che hanno già lasciato l’isola raggiungono i 3,7 miliardi. Qualcuno, evidentemente, aveva capito in anticipo l’aria che tirava e ovviamente non è rimasto fermo ad aspettare che la tempesta esplodesse.

In questo modo i soldi che lo Stato percepirà saranno di fatto vanificati dalla fuoriuscita di liquidità dalle banche, dunque un pareggio a reti bianche. In attesa che le banche riaprano e del disastro che il Governatore della Banca centrale si aspetta, e tanto più ora che il prelievo è stato respinto e che la situazione sembra a dir poco incerta. Una dimostrazione ulteriore della miopia della Troika.

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1 COMMENTO

  1. La situazione è surreale. I temi sono due. Il primo: cosa sarebbe stato ottimale fare SUL PIANO COSTITUTIVO. Il secondo: l’indebitamento e la situazione reale: GOVERNANCE. 1) la logica impone che prima di fare entrare partner, comemrciali, e non, in qualsivoglia forma di organizzazione/associazione collettiva si faccia due diligence, si valuti il grado di maturità, apertura al mercato, principali indicatori, ecc. Paese come la Grecia e Cipro (ma anche, forse, l’Italia, visti i noti problemini strutturali) NON avrebbero mai dovuto farne parte. Inoltre ci si dota di exit plan e di meccanismi di SOLIDARIETA’ per evitare la fuga di capitale, umano, e non.2) In ogni crisi ci sono vari modi di allocare le perdite. Vengono sopportate dal borrower (con austerità obancarotta). Oppure dal mutuante, oppure qualche paese ricco concede sussidi. Ultima opzione, si ignora tutto e si auspica che gli eventi pongano rimedio. Si è provato finora tutt, proprio per la FALLACIA, RISIBILITA’ dell’impianto istituzionale.
    venendo al caso concreto, per Cipro, che notoriamente è un tax haven/porto franco per vari miliardari, (19 billion di fondi sono di stranieri, di cui si ritiene la maggioranza russi).la ristrutturazione è impossibile, perchè molti bond sono governati dalla legge inglese (ergo: esposizione a claim), Germani, Olanda, e Finlandia non vogliono accollarsi le inefficienze altrui ..l’unica soluzione apparsa compatibile con le possibilità di impiego è stata quella di imporre un “sacrificio” ai correntisti, con discutibile “equità”, peraltro. E ciò evidenzia ulteirormente le manchevolezze dell’unione bancaria: NON SONO MECCANISMI IN GRADO DI FARE FRONTE ALLA NECESSITA’ DI RICAPITALIZZAZIONE DI BANCHE (gli stessi, es. secondo , Sigmar Gabriel, chairman del SPD tedesco, qualsivoglia uso dell’Euro 500 billion European Stability Mechanism sarebbe incoerente con le leggi apprdel Bundestag.
    “almeno finchè non si farà una supervisione bancaria comune e autonoma supervisione bancaria comune. In breve: a big mess…!

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