In principio, su di loro era stato già disegnato lo scalpo degli epurati. Quelli che avevano violato il Codice di comportamento degli eletti del MoVimento 5 Stelle e, quindi, parevano già destinati a una carriera da meteore nelle aule parlamentari.

L’elezione a presidente del Senato dell’ex procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso ha indubbiamente gettato scompiglio tra le file del MoVimento 5 Stelle, arrivando a generare i primi, netti distinguo.

L’apice della crisi interna al grupp del partito di Beppe Grillo si è raggiunta a metà di sabato pomeriggio, quando si è tenuta una caotica riunione tra i senatori M5S, per definire la linea comune in vista dell’elezione del presidente del Senato, che vedeva contrapporsi lo stesso Grasso e l’ex seconda carica dello Stato in quota Pdl, Renato Schifani.

Così, mentre su Roma era ora del tramonto, le prime, fosche tenebre si allungavano anche sul MoVimento 5 Stelle, con la scoperta che, nel segreto dell’urna, alcuni dissidenti non avevano accettato la linea maggioritaria emersa dal confronto a porte chiuse, quelal, cioè, di votare scheda bianca al ballottaggio tra i due candidati.

I numeri finali, però, hanno confermato che Grasso non si è fermato ai soli voti della sua area politica di appartenenza, ma è riuscito a sfondare il qualche altro schieramento. Principali e immediati indiziati, a questo proposito, sono stati da subito proprio i senatori grillini, i quali, un po’ alla spicciolata, hanno confermato di aver conferito la propria preferenza al candidato del centrosinistra.

Ora a distanza di qualche giorno, finalmente la pattuglia dei “ribelli” è venuta interamente allo scoperto. Alcuni di loro hanno confermato il proprio voto via social network, altri, invece, hanno “confessato” a diretta domanda dei cronisti parlamentari.

Minimo comun denominatore di questi “eretici” non è tanto l’incapacità di resistere alle sirene del centrosinistra, quanto lo spettro di veder tornare sullo scranno più alto del Senato Renato Schifani, piuttosto inviso alla base del MoVimento e in particolare a quella siciliana.

Ecco, dunque, i nomi dei senatori in libera uscita dal partito di Grillo per l’elezione di Pietro Grasso: Mario Giarrusso, Fabrizio Bocchino, Francesco Molinari, Giuseppe Vacciano, Elena Fattori, Francesco Campanella, Marino Mastrangeli, Bartolomeo Pepe.

Proprio quest’ultimo, Pepe, è stato tra i primissimi ad annunciare il proprio sì a Grasso. “Borsellino ci chiede un gesto di responsabilità – ha scritto –  e noi non siamo irresponsabili”. Bocchino, invece, giustifica così la propria scelta: “Ho votato Grasso per il peso insostenibile di essere accostato, seppur lontanamente, all’elezione di Schifani”.

Addirittura, c’è chi denuncia qualche tentativo di corteggiamento da parte degli altri partiti assisi in Parlamento, alla ricerca, in queste ore, di una maggioranza alquanto improba. “Mi ha telefonato Vendola – ha raccontato Campanella – per manifestarmi disponibilità ad accogliermi laddove Grillo mi cacciasse. Sono offeso”.

Comunque, malgrado il leader Sel abbia smentito questa ricostruzione, l’epurazione paventata non ci sarà. Ieri Grillo ha ritrattato le pesanti parole di sabato, conferendo di fatto la sua personalissima assoluzione ai “non allineati”.

 

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2 COMMENTI

  1. penso che i senatori che hanno votato Geasso abbiano fatto bene.
    Vorrei fare una considerazione, anche se non di pertinenza con l’argomento.
    Per molto tempo la Germania ha imposto rigore e rigore, visti i risultati elettorali del m5s e l’intenzione di indire un referendum sull’eventuale uscita dall’euro ecco sparire il rigore e ci propongono la possibilità di immettere liquidità sul mercato allentando il patto di stabilità:
    grillo colpisce ancora !!!

  2. penso che i senatori che hanno votato Geasso abbiano fatto bene.
    Vorrei fare una considerazione, anche se non di pertinenza con l’argomento.
    Per molto tempo la Germania ha imposto rigore e rigore, visti i risultati elettorali del m5s e l’intenzione di indire un referendum sull’eventuale uscita dall’euro ecco sparire il rigore e ci propongono la possibilità di immettere liquidità sul mercato allentando il patto di stabilità:
    grillo colpisce ancora !!!

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