Dal Congresso nazionale giuridico-forense il Cnf apre alle associazioni specialistiche. Riforma dell’avvocatura, come dalle attese, al centro delle discussioni del mondo del foro alla prima convention dopo l’approvazione di una legge attesa ottant’anni. Qui le priorità dell’attuazione secondo il Cnf

Naturalmente, a indirizzare il dibattito è stato il lungo iter che ancora attende la legge per essere completamente efficiente nella realtà quotidiana di migliaia di professionisti o di aspiranti tali.

E, come noto, uno dei nodi principali che i decreti attuativi dovranno dipanare, sarà quello della formazione specialistica, al cui proposito il Cnf assicura di essere già al lavoro per varare il “regolamento sull’elenco delle Associazioni specialistiche maggiormente rappresentative, che dovranno svolgere un ruolo imprescindibile nell’organizzazione dei corsi di specializzazioni previsti dal nuovo ordinamento professionale.”

Il punto su cui i relatori hanno trovato accordo, però, è stato quello che, assieme a un aggiornamento di ruolo costante, la premessa fondamentale sia quella di poter contare su una formazione generalista altrettanto solida.

Per questo, sarà importante differenziare gli ambiti in cui le specializzazioni verranno attribuite, affinché la qualifica dell’avvocato sia riconosciuta, garantendo, al contempo, ai clienti la sicurezza di mettersi in mani competenti.

Il Cnf richiama l’intervento di Vinicio Nardo, Unione camere penali, il quale ha ricordato come “nel campo penale, la specializzazione dovrà essere funzionale alla tutela del giusto processo e in definitiva alla tutela del diritto”. Non distante la posizione di Renzo Menoni, presidente Unione Camere civili, che ha indicato come il processo ed esso soltanto costituisca l’unico trait d’union dei settori di specializzazione.

La garanzia di un percorso irto di ostacoli, ma che si tenterà di portare al termine il più in fretta possibile, è arrivata da Luisella Fanni (Avvocati di famiglia), mentre il presidente dei tributaristi Tumietto ha difeso la propria categoria, ricordando come “il diritto tributario è cerniera tra le competenze dell’avvocato sul versante procedimentale giurisdizionale e quelle del commercialista, prettamente di merito. Le facoltà di Giurisprudenza – ha attaccato – non sono attrezzate per questo”.

Insomma, formazione a 360 gradi, e non solo specializzazione nelle analisi che hanno animato il Congresso nazionale. Si è discusso anche sull’organizzazione delle future sezioni di specializzazione, arrivando, nelle parole di Fabio Rusconi presidente giuslavoristi, a mettere in guardia come “la specializzazione sia una sfida della professione”, benché,a  suo dire, non vada enfatizzato a dismisura il ruolo delle Università.

Sulla certificazione delle specializzazioni, infine, si è espresso Enrico Lubrano, affermando che le Associazioni dovranno svolgere un ruolo centrale nella definizione e nell’attribuzione del titolo.

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