Mercoledì sera ho provato un brivido. Desideravo un Papa semplice che parlasse e agisse semplicemente. All’improvviso spunta un volto sconosciuto ma subito familiare. E ho pensato a questo uomo che si trova ad assumere un compito importante. Ricostruire la chiesa e il suo significato. Poi il nome, questo nome: Francesco. Un nome che evoca emozioni povere e che ti fa pensare al grande Santo al quale tutti noi siamo affezionati per i gesti concreti che ha fatto nella sua luminosa vita.

Vado spesso ad Assisi città nella quale la pace si incontra per le strade con i pensieri che ti vengono a trovare. E riflettevo guardando le immagini di Bergoglio di come dopo imperdonabili anni si ritorni a Francesco a partire dal nome. E perché nessun papa ci ha mai pensato? Non sono d’accordo con la definizione del pontefice dell’austerità; piuttosto mi piacerebbe pensare al pontefice della semplicità. L’essenziale dovrebbe avere la meglio sul privilegio e sul superfluo. Dunque non vorrei essere l’ennesimo commentatore a dirlo ma debbono essere affrontati immediatamente i problemi più scottanti. In altre parole la nota vicenda dello IOR e gli scandali che hanno opacizzato la retta via che dovrebbe seguire il Vaticano per primo e tutto il discendente mondo ecclesiastico. Tutto questo, senza tentazioni “politiche” o di sistemi poco chiari. Insomma, deve essere riscoperta l’attenzione verso gli ultimi che sono quelli che sono e fanno la chiesa. Accennerei poi al nuovo corso di organismi collegiali in una chiave meno arroccata e aperta invece alle nuove sfide con una maggiore elasticità anche nelle cose fondamentali che coinvolgono la vita di ciascuno.

Papa Francesco può davvero rappresentare una svolta. I primi gesti lo fanno pensare. E la voce di questo pontefice è già patrimonio del nostro ascolto e delle nostre speranze. Adesso tocca a lui portare la croce. Ed è bene che faccia le scelte giuste per farsi aiutare da “collaboratori” che possano agire solo ed esclusivamente per riprendere il giusto cammino. C’è una via che deve essere percorsa. Una via fatta di incontri e di nuove frontiere. Apertura e modernità sono le nuove strade da seguire. Diamo fiducia a questo Papa. Non pensiamo subito al pregiudizio o agli eventi opachi. Pensiamo alla luce e alla svolta. Pensare bene non è peccato.

 

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