Nel 2012 l’Agenzia del Territorio ha confermato il crollo del mercato immobiliare; infatti durante l’ultimo anno il calo medio fatto registrare dalle compravendite immobiliari delle case è stato del 25,8% rispetto al 2011, il che equivale ad una perdita di oltre 26 miliardi (valore complessivo di scambio delle case è stato di 74,6 miliardi). Dunque questi sono i dati preoccupanti che risultano da una indagine dell’Agenzia del Territorio sul mercato immobiliare, nel dettaglio la situazione è anche peggiore visto che nel quarto trimestre 2012 il calo si è attestato al 30,5%.

Dunque non è difficile bollare il 2012 come annus horribilis per la compravendita di case in Italia, in termini di volumi si è tornati ai valori degli anni Ottanta, per trovare un dato peggiore di quello citato sopra bisogna tornare indietro addirittura di 30 anni. Le abitazioni oggetto di una compravendita, in Italia, si sono fermate a 444 mila unità, il dato più basso dal 1985, rispetto a picchi come quello del 2006 si tratta praticamente di un dimezzamento.

Nel terziario il calo annuale é stato del 26,6%, nel commerciale del 24,7%, nel produttivo del 19,7% e per le pertinenze del 24,4%. Nel complesso le vendite, inclusi tutti i settori immobiliari, sono state 993.339 lo scorso anno, in calo del 24,8 per cento sull’anno precedente. Nelle grandi città (Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Palermo, Bologna e Firenze) le transazioni di case sono state 72.488 con un calo del 22,4% su anno. La peggiore é stata Palermo con -26,4%, ma anche le altre evidenziano flessioni sopra il 20%, ad eccezione di Napoli con -0,8%. Nei capoluoghi il crollo é stato del 25,1%, nei comuni piccoli del 26,1 per cento.

Le quotazioni medie delle abitazioni nelle 12 maggiori città per popolazione sono in discesa nel secondo semestre del 2012, rispetto al semestre precedente, con l’unica eccezione del leggero incremento registrato a Verona. Le quotazioni medie più alte nel secondo semestre 2012, oltre 3.000 euro/mq, si annotano a Bologna, Roma e Firenze seguite a breve distanza da Milano. Nelle due grandi città siciliane, Palermo e Catania, le quotazioni delle abitazioni sono le più basse.

Le compravendite di abitazioni con mutuo ipotecario realizzate nel 2012, evidenziano un tasso di variazione fortemente negativo rispetto al 2011, pari al -38,6 per cento. Il capitale erogato in totale nel 2012 ammonta a circa 19,6 miliardi di euro, che equivalgono ad una diminuzione di quasi 15 miliardi di euro rispetto a quanto concesso per i mutui accesi nel 2011, -42,8%. La parte di abitazioni acquistate da persone fisiche con ricorso al mutuo ipotecario risulta pari al 37,0%, quasi 8 punti percentuali in meno rispetto all’incidenza riscontrata nel 2011. In linea con l’aumento dei tassi di interesse, che si portano a un livello simile al 2006, la rata mensile iniziale subisce ancora nel 2012 un incremento di circa il 3% (+5,8% nel 2011 rispetto al 2010), superando così i 700 euro in termini di valore medio nazionale.

La spesa per l’acquisto di abitazioni, al netto degli oneri di transazione e delle relative imposte, nel 2012 è stata stimata complessivamente pari a 74,6 miliardi, in flessione rispetto al 2011 di circa il 26%, che corrisponde a una perdita di oltre 26 miliardi di euro. Il valore medio di un’abitazione compravenduta nel secondo semestre 2012 è pari a circa 167 mila euro. Questo valore supera i 220 mila euro al Centro e risulta inferiore ai 120 mila euro nelle Isole. In tutte le aree il valore medio è in diminuzione rispetto al precedente semestre.


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