Dalle 19,04 del 13 marzo, ieri, il nuovo Papa della Chiesa cattolica è Francesco I, al secolo Jorge Mario Bergoglio,  arcivescovo di Buenos Aires appartenente all’ordine dei gesuiti. Immaginiamo che per molti credenti sia uno sconosciuto, del resto basti pensare che nemmeno i 115 cardinali elettori si conoscono tutti fra loro, e vista la carica che ricoprirà diamo un presente ed un passato al nuovo Pontefice partendo proprio dai temi centrali delle sue omelie, tematiche che, verosimilmente, saranno quelle su cui si incentrerà il suo papato che nasce come una vera e propria sfida visto che molti lo ritengono di “transizione”.

L’alfabeto di Francesco I parte con due questioni molto diverse fra loro, la prima più pratica e problematica, la seconda più teologale e filosofica; aborto e armonia. La posizione sull’aborto del nuovo Papa e di continuità con quella sin qui tenuta dai suoi predecessori “ancora una volta si vuole limitare o eliminare il valore supremo della vita e ignorare i diritti dei bambini a nascere. L’aborto non è mai una soluzione”. Per armonia invece intende l’importanza che deve avere lo spirito santo che è “autore al medesimo tempo della pluralità e dell’unità. Solo lo Spirito può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e allo stesso tempo fare l’unità”.

Posizione invece interessante e di rottura con una certa tradizione dogmatica sul battesimo; infatti il pontefice ritiene che “il bambino non ha alcuna responsabilità dello stato del matrimonio dei suoi genitori”. C’è di più, il battesimo è visto anche come la chiave per “un nuovo inizio” per gli stessi genitori che rinnovano, proprio a partire da questo evento, la loro unione.

Francesco I sarà un papa attento anche alle questioni materiali del mondo, a quelle problematiche che sono legate alla crisi, per cui sono stati temi oggetto della sua attenzione la corruzione, il debito e l’economia. La corruzione è considerata “come un potere monolitico ideologico, una pazzia ingannevole e dannosa che impedisce la realizzazione del progetto nazionale”. Riferendosi alla politica economica del suo paese, l’Argentina, il nuovo papa si è espresso così sul debito “siamo stati molto chiari nel sostenere che la politica economica del governo non faceva altro che aumentare il debito sociale argentino, molto più grande e molto più grave del debito estero e abbiamo chiesto un cambiamento”.

Chiara anche la posizione rispetto ad una economia diventata ormai spietata “l’economia speculativa, priva di etica, insegue l’idolo del denaro. Per questo non si hanno remore a trasformare in disoccupati milioni di lavoratori”.

Sarà anche un Papa però molto attento alla discussione teologale basti pensare che ritiene che “l’eucarestia è il centro vitale dell’universo, in grado di soddisfare la fame di vita e di felicità. In questa fase felice possiamo partecipare alla vita eterna, e quindi la nostra esistenza quotidiana diventa una Messa prolungata”. Sarà anche un pontefice pieno di idee nuove per il rilancio della chiesa “se potete, affittate un garage e, se trovate qualche laico disposto, che vada! Stia un po’ con quella genete, faccia un po’ di catechesi e dia pure la comunione se glielo chiedono. Un parroco mi ha detto :<< Ma padre, se facciamo questo la gente poi non viene più in chiesa>>. << Ma perché?>>. Gli ho chiesto << Adesso vengono a messa?>>. No ha risposto. E allora! Uscire da sé stessi è uscire anche dal recito dell’orto dei propri convincimenti considerati inamovibili se questi rischiano di diventare un ostacolo, se chiudono l’orizzonte che è di Dio”.

Francesco I nelle sue omelie da arcivescovo non ha tralasciato nemmeno questioni spinose come il matrimonio gay e la pedofilia. A dir poco “scaltro” l’approccio con la questione omosessuale “la legislazione civile argentina che ci regge regola il matrimonio come entità civile composta da un uomo e da una donna. La decisione di un giudice nel contenzioso amministrativo che permette un vincolo matrimoniale tra persone dello stesso sesso è quindi contraria alla suddetta legislazione. Il nostro atteggiamento non è religioso, discriminatorio o fondamentalista, ma puramente legalista.”

Invece per quanto riguarda la pedofilia considera ” se c’è un prete pedofilo è perché porta in sé la perversione prima di essere ordinato. E sopprimere il celibato non curerebbe tale perversione. O la si ha o non la si ha. Bisogna stare molto attenti nella selezione dei candidati al sacerdozio. Nel seminario di Buenos Aires ammettiamo circa il 40% dei candidati e facciamo un attento monitoraggio”.

Infine chiudiamo con qualche nota di colore, Francesco I sarà un papa tifoso di calcio “non mi sono perso nemmeno una partita del campionato del San Lorenzo dal 1946.” amante del tango “mi piace molto e da giovane lo ballavo” e che ha persino avuto una ragazza “ho avuto una fidanzata, era del gruppo di amici con i quali andavamo a ballare. Poi ho scoperto la vocazione religiosa”. Habemus papam! Benvenuto Francesco I.

 


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