Dopo quella di Joseph Ratzinger, nel 2005, l’elezione del successore al Soglio di quest’anno è sicuramente quella più ‘mediatica’ di tutti i tempi. Oltre alla stampa internazionale ed ai tradizionali mezzi di divulgazione, oggi si aggiunge anche internet, in particolare i social network, a fomentare l’attesa per lo svelamento del nuovo Papa. La rete da ieri, il giorno che ha sancito l’inizio ufficiale del Conclave, continua ad essere presa d’assalto dai commenti di utenti, followers e curiosi da tutte le parti del mondo. I nomi che si fanno sono sempre gli stessi, con qualche rara eccezione che vuole premiare la novità. I grandi ‘papabili’ di cui anche il mondo del web parla, rimangono i front runner maggiormente quotati dai bookmakers.

Rimane vigoroso il sostegno dato all’’italiano Angelo Scola, anche se rispetto alle fonti più ‘ufficiali’ il popolo di internet sembra mostrare una preferenza meno diffusa per l’arcivescovo di Milano. La fama di Scola, del resto, rischia di pagare tra i ‘surfisti’ del web, anagraficamente piuttosto giovani, la rispettiva affiliazione ciellina. L’autorevole americano Wall Street Journal non è il solo infatti ad aver recriminato all’alto prelato italiano un eccessivo attaccamento alla politica, anche in internet i commenti che denigrano la congiunzione elezione Scola-Comunione Liberazione si fanno sentire con negative ripercussioni.

Rimane, inoltre, fortemente coeso il supporto, fuori e dentro gli Stati Uniti, dimostrato nei confronti dei cardinali nordamericani.  Timothy Micheal Dolan, ad esempio, sessantatreenne arcivescovo della Grande Mela, rimane a titolo legittimo uno dei pochi che secondo la voce di internet è in grado di riportare in auge la dirigenza episcopale cattolica dopo gli scandali che ne hanno oscurato la prestigiosità. L’aura progressista che avvolge il profilo del brasiliano Odilo Pedro Scherer assume invece in rete una consistenza puramente geografica se paragonata a quella largamente enfatizzata di Dolan.  

Anche il cardinale canadese Marc Ouellet, poliglotta conoscitore dell’America Latina, non sembra restare indifferente al popolo che naviga online, raccogliendo consensi e commenti felici. In internet poi impazzano i sostenitori, giovani e non, che auspicano un futuro Papa nero. Qui entra in gioca uno dei nomi più cliccati tra i porporati papabili, e cioè quello del ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson: teologo, uomo di cultura e anagraficamente ancora “vigoroso”.  

Come potenziale alternativa per chi guarda con favore all’America Latina, cresce  tra gli utenti del web la fama di un outsider, il cardinale messicano Francisco Robles Ortega, 64 anni, arcivescovo di Guadalajara e devoto fedele di Padre Pio. Ma il vero numero uno, così decretato nel social per antonomasia, Facebook, si rivela inaspettatamente il filippino di origini cinesi, cardinale Luis Antonio Tangle, innalzato dallo stesso ‘cartaceo’ Daily Mail quale Papa Social n. 1.

 

 


SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here