Domani c’è da aspettarsi la fumata nera“. Così si era pronunciato già ieri Padre Federico Lombardi, portavoce Vaticano, sull’unica votazione prevista per oggi. Il suo è stato un calcolo basato su semplicistiche probabilità storiche: “la prima votazione in Conclave difficilmente ha esito positivo. Nel 2005 -ha ricordato Lombardi- la fumata arrivò tardi, alle 20,04, ed era nera. Come tutti ricordiamo“. Rispetto al 2005 c’è però una novità. Per il nuovo Papa che percorrerà il tragitto tra la Sistina e la Loggia delle Benedizioni da cui si affaccerà su piazza San Pietro per salutare i fedeli, è prevista la sosta nella Cappella Paolina dove si fermerà per pronunciare le preghiere, e dove sarà esposto il Santissimo. “Questo significa che ci vorrà più tempo dell’altra volta, soprattutto se il nuovo Papa si immergerà nella preghiera“, ha così ribadito ieri il portavoce della Santa Sede, rammentando che “il 19 aprile 2005 la fumata nera fu alle 11,52, poi alle 17,50 ci fu la fumata bianca, poi ci vollero 45 minuti per l’annuncio del protodiacono e altri dieci minuti prima che si affacciasse Benedetto XVI“. La previsione si è rivelata giusta. Ora, non è detto che la messa di insediamento del nuovo Pontefice sia celebrata, per forza vincolante, nella giornata di domenica, potendo ricadere anche in un giorno feriale. “Non possiamo sapere quando sarà, dipende dalla durata del Conclaveha affermato Padre Lombardi– ma è certo che si saprà subito dopo l’elezione del Papa“.

Terminata la decima ed ultima Congregazione cardinalizia nell’Aula del Sinodo, oggi tutto era pronto per il cominciamento del grande evento. Dopo la ‘missa pro eligendo romano pontifice‘, celebrata in mattinata, alle 10, dal cardinale decano Angelo Sodano, aperta a tutti i fedeli riusciti a varcare la soglia della basilica; dopo l’ingresso in Santa Marta, le celebrazioni rituali sotto la volta affrescata della Cappella Sistina e la meditazione guidata dal maltese Prosper Grech, il Conclave ha finalmente preso inizio nel tardo pomeriggio (17,35). E’ stato il cardinale statunitense, James Michael Harvey dell’Ordine dei diaconi a varcare per primo la porta della Cappella Sistina seguito dal cardinale Giuseppe Versaldi. Hanno chiuso le fila dei porporati in Conclave i cardinali Tarcisio Bertone e Giovanni Battista Re, entrambi dell’Ordine dei vescovi. Primo dell’Ordine dei presbiteri è stato invece il cardinale Godfried Danneels, il quinto porporato a fare ingresso in Sistina. Dopo l’ingresso nella Cappella Sistina, si è svolto il giuramento con la formula prevista dalla Costituzione Apostolica, dinanzi l’evangelario aperto e giurando con la mano destra posata sul Vangelo. Nella Sistina sono rimasti poi i soli cardinali elettori, mentre gli altri sono stati allontanati seguendo l’escalamazione di rito: “Extra Omnes!”, ‘fuori tutti’.

L’esito della prima votazione, ancora in bilico tra gli equilibri episcopali trainanti, deve avere risentito anche della precaria e difficile situazione in cui versa oggi la Chiesa, sporcata dagli affari oscuri dello Ior e della banca vaticana. Il Camerlengo, Tartcisio Bertone, ha tenuto durante l’ultima Congregazione Generale una breve relazione proprio sulla situazione dell’Istituto in particolare per quanto riguarda il rapporto Moneyval. La questione dello Ior, ha comunque ribadito Padre Lombardi, non ha rappresentato il “punto principale per avere criteri su come scegliere il nuovo Papa, ci sono problemi più urgenti” da mettere sul tavolo per l’elezione del nuovo Pontefice. “Essendo riunito il collegio -ha poi aggiunto il portavoce- ci sono desideri di informazione da parte dei cardinali ma il tema dello Ior non è il più urgente né il più necessario per il Conclave“.


Da oggi e per i prossimi tre giorni, tra gli alti prelati adibiti alle funzioni di supporto e consulenza nei confronti del cardinale Camerlengo Tarcisio Bertone, sono stati sorteggiati a sorte l’egiziano Antonios Naguib per l’ordine dei vescovi, il canadese Marc Ouellet per i presbiteri e Francesco Monterisi per i diaconi. In tutto si possono contare circa 90 persone tra gli addetti ai lavori del Conclave, dal segretario del collegio cardinalizio al maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Guido Marini, fino agli infermieri e agli autisti preposti a scortare i cardinali in Vaticano. Ora, non resta che attendere domani per il proseguo delle votazioni. Alla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro, da dove si farà l’annuncio Habemus Papam del protodiacono e da dove si affaccerà il nuovo Papa, per il momento rimane solo il drappo di velluto rosso. Sono ricoperte con tessuto rosso, con bordi dorati alla base e sotto i capitelli, anche le colonne ai lati della maestosa finestra. Le quattro opzioni latine lasciate ai cardinali: Placet’, ‘Abstineo’, ‘Confirmo’, ‘Deleo’ sono state sostituite da carta e penna. Ai porporati elettori è stata consegnata una scheda di forma rettangolare con la scritta ‘Eligo in Summum Pontificem‘ (Eleggo a Sommo Pontefice), sotto la quale ognuno ha espresso in chiare lettere il nome del cardinale da lui prescelto. Un nome, unico e solo, tuttavia ancora non è uscito e il fumo che aleggia sopra il cielo di Roma è sempre nero.


CONDIVIDI
Articolo precedenteScuola; i presidi non possono chiedere soldi ai genitori degli alluni
Articolo successivoItalia post politiche, Stato confusionale!

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here