Nonostante dopo le elezioni sia finito temporaneamente in disparte, travolto anch’egli dall’onda anomala del fronte grillino, che ha sbaragliato qualasiasi previsione pre-voto, Silvio Berlusconi continua a fare parlare di sé.

Intanto, perché oggi è stato condannato a un anno di reclusione per rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del processo Unipol-Bnl, per la pubblicazione delle ormai famose intercettazioni nelle quali Piero Fassino chiedeva a Fiorani, con baldanza: “Abbiamo una banca?”

Quindi, all’approssimarsi dell’apertura della prossima Legislatura, dove Berlusconi presenzierà in Senato, lì dove si dimostreranno gli equilibri di una maggioranza ancora tutta da inventare, torna in auge il principio dell’ineleggibilità del Cavaliere.

A riaccendere la miccia delle polemiche è la rivista Micromega che, tramite il proprio sito online, ha lanciato una petizione per sensibilizzare le istituzioni all’applicazione della legge 361 del 1957, in base alla quale il Cavaliere sarebbe ineleggibile.

All’articolo 10, comma 1, la legge infatti illustra come “Non sono eleggibili  coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta”.

La sottoscrizione ha raggiunto, nell’arco di pochi giorni, la cifra record di 135mila firme e non accenna ad arrestarsi. Tra i primi firmatari che hanno sponsorizzato l’iniziativa, Andrea Camilleri, Dario Fo, Barbara Spinelli e altri esponenti del mondo della cultura e della politica.

Vai alla pagina per firmare l’appello

Il direttore della rivista, Paolo Flores D’Arcais, ha incitato i lettori a firmare perché “solo il raddoppio delle firme potrà sfondare il muro di gomma del silenzio di disinformazione dei mass media”.

Dunque, secondo il giornalista, la via da seguire è una sola: “Se ciascuno di voi che ha già aderito si impegna per convince un cittadino che ancora non ha firmato”.

Ma perché incaponirsi contro Berlusconi anche quando sembra che il quadro stia infine mutando? “Perché è certo che con Berlusconi fuori dal parlamento il clima politico cambierebbe radicalmente – spiega Flores D’Arcais – si rassegnerebbe incredibilmente, sarebbe liberato dai miasmi di un ventennio di illegalità e impunità”.

Addirittura, il promotore della petizione, non esclude che un’esclusione eventuale del Cavaliere dal prossimo Parlamento possa giovare allo svolgimento delle consultazioni da parte del Presidente della Repubblica: insomma, firmare, secondo Micromega, sarebbe in sostanza un dovere civile.

Vai al testo completo legge 361 del 1957

© RIPRODUZIONE RISERVATA


1 COOMENTO

  1. Molti poveracci sono in galera per reati inconsistenti Mentre questo potentissimo piduistasta compra sempre tutto in spregio a tutto e tutti.
    sarebbe ora che pagasse almeno con un trentina di anni di galera!
    MIMMO GradiaVia

SCRIVI UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Inserisci il tuo nome