L’ondata di disappunto che sembra aver segnato una consistente fetta dell’elettorato democratico, a seguito della vittoria di misura ottenuta nelle recenti elezioni politiche, pare essere sfociata nell’univoco, ridondante slogan Se ci fosse stato Matteo Renzi. La conseguente levata di recriminazioni esplose in rete, sventolando la bandiera del rimpianto ‘rottamatore’ fiorentino, hanno portato un giovane web designer, alias Enrico Battocchi, alla creazione domenica scorsa dell’apposito indirizzo on line: www.secerarenzi.it.

Il portale risulta già cliccatissimo e non sembra esente da una vena d’ironia, accogliendo i visitatori all’insegna del richiamo: “Se c’era Renzi era festa tutto l’anno. Già nella figurazione, la grafica rispecchia appieno l’immagine renziana doc, con una presentazione lineare caratterizzata da caratteri filiformi dai colori blu e rosso, perfettamente abbinati così come avvenuto nella campagna delle primarie condotta dallo stesso rottamatore. Persino il segno tipografico è lo stesso scelto dal ‘segretario mancato’, mentre i toni utilizzati dalle parole già nella schermata iniziale sembrano più che una recriminazione un’inneggio autoironico al cambiamento delle rappresentanze ai vertici di partito, contrassegnati contemporaneamente da vividi accenni toscaneggianti (“Se c’era Renzi c’erano meno grilli e meno grulli”).

Ai curiosi si lascia la possibilità di sfogliare ogni battuta, caricata opportunamente nel sito, condividendone i contenuti tramite le pagine dei social, Twitter e Facebook, e integrandone i testi con citazioni più recenti e nuove. Unica e sola qualità richiesta: una forte valenza  ironica, che sia beffarda e canzonatrice. “Se c’era Renzi -ha postato un utente- i giaguari nascevano già smacchiati”, “Se c’era Renzi -aggiunge un altro- Silvio Berlusconi nasceva in Svezia”.

Non mancano poi i commenti più squisitamente filo-politici come quello che dice “Se c’era Renzi, Daniela Santanchè e Alessandro Sallusti si lasciavano”, o quello più fedelmente partitico e pro renziano “Se c’era Renazi, Pierluigi Bersani non c’era”. Conclude la schiera beffarda l’opinione auto-derisoria di un fruitore che si concede ad una sottile rivincita bersaniana commentando Se c’era Renzi facevamo un sito ‘Se c’era Bersani”.

 

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1 COOMENTO

  1. Se c’era Renzi,probabilmente nel pd c’erano anche altri componenti del partito che non la pensavano come Bersani e quindi alle elezioni politiche,probabilmente,moltissimi voti che che sono andati al movimento 5 stelle e al pdl sarebbero stati assorbiti dal pd.
    Inoltre una larghissima fetta degli astenuti sarebbe andata al pd.
    Adesso i sondaggi ci dicono che il movimento 5 stelle ha incrementato di altri 3 punti e Bersani continua a non capire (e quando dico Bersani dico tutto il pd,dal momento che,scioccamente Bersani ha fatto piazza pulita di tutti quelli che non la pensavano come lui) che tutte le sue proposte non vanno in direzione di quelle che sono le aspettative della gente,mentre grillo con più astuzia,lo sta facendo .
    Non occorre essere uno statista per sapere che i punti sui quali convergere con movimento 5 stelle sono pochi e chiari.
    1-RIFIUTARE CATEGORICAMENTE I RIMBORSI ELETTORALI E ABOLIZIONE DELLE FONDAZIONI
    2- DIMEZZAMENTO DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI E RIDUZIONE DRASTICA DEGLI STIPENDI IVI COMPRESI QUELLI DEI DIRIGENTI AMMINISTRATIVI
    3-DOPO DUE ANNI IL MANDATO AI PARLAMENTARI VIENE REVOCATO E DURANTE L’INCARICO NON POTRANNO ESERCITARE LA LORO PROFESSIONE
    4-NUOVA LEGGE ELETTORALE
    5-APPROVAZIONE LEGGE ANTI CORRUZIONE
    Questo è quello che chiede la pancia dei votanti,anche se so bene che non risolveremo i nostri problemi solo con i punti sopracitati,ma è da li che la politica darà i primi segnali di avvicinamento alla gente ed è da questo punto di partenza che poi si potrà diminuire la spesa pubblica ,ridurre la pressione fiscale e incentivare la crescita,smontare la macchina amministrativa e clientelare di questo paese.Vedete,in una burocrazia come la nostra gli uomini diventano dei funzionari e rappresentano piccoli o grandi ingranaggi della macchina amministrativa ed è come se si disumanizassero e quindi,nonostante la loro preparazione e intelligenza,perdono le idee e la mancanza delle idee è l’anticamera ella malvagità è l’incapacità di distinguere il bene dal male e chi non distingue il bene dal male in una democrazia non coltiva la morale.

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