Dopo rinvii per maltempo, dopo i contrattempi delle immissioni dell’ultimo minuto decise “a tavolino” dai vari Tar che hanno determinato un soprannumero di candidati di 11 mila rispetto agli 88.610 previsti, le prove scritte del concorso a cattedre sono giunte finalmente alla loro conclusione. Venerdì 1 marzo, dunque, si è chiusa la seconda fase del concorso, ancora una volta non senza polemiche e recriminazioni, su cui purtroppo si allunga l’ombra di possibili ricorsi per le modalità di svolgimento e di controllo della regolarità.

Ci sono però anche delle buone notizie, ossia il Miur ha fatto sapere tramite i propri portavoce che intende rispettare le tempistiche previste e che tutti gli scritti verranno corretti entro l’arco di 3 mesi, in tal modo si dovrebbe concludere tutto l’iter in 10 mesi così da permettere ai primi vincitori di salire in cattedra già all’inizio del nuovo anno scolastico. Dunque, se così fosse, si tratterebbe di una “assoluta controtendenza con il passato e con quanto ancora oggi avviene nei concorsi del pubblico impiego”.

Non è tutto, al ministero sono certi che il concorso si sia svolto “secondo regole di assoluta trasparenza perché tutto si è svolto con procedure di sorteggio telematico” e con il medesimo sorteggio sono state assegnate le prove da correggere e i membri della commissione giudicante che inizieranno la verifica proprio da questa mattina.

I candidati ammessi agli scritti sono stati, nel complesso, 153.165 ma questo è un numero non del tutto vero perché ogni candidato ha facoltà di presentarsi in più classi di concorso, quindi il totale dei candidati effettivi ammontava a circa 100.000, un numero figlio degli 88.610 aventi diritto, che avevano superato regolarmente la preselezione e di 11 mila ammessi grazie al ricorso vinto dai sindacati, primo su tutti l’Anief che è ancora pronto a dar battaglia al ministero poiché ha riscontrato altre irregolarità.

Il Miur, al di la delle polemiche e dei ricorsi, si dice molto soddisfatto dell’andamento del concorsola media di partecipazione è molto alta a conferma del favore con cui questo concorso è stato accolto da quanti lo attendevano da anni”. La prova per la primaria è quella che forse ha ottenuto il successo più alto, basti pensare che a partecipare agli scritti erano 25.033 aspiranti docenti e ai nastri di partenza si erano presentati in 26.658, dunque c’è stata una percentuale di promossi pari al 82%, un dato esorbitante se si pensa alle altre classi di concorso.

Dunque, a settembre del 2013 nella scuola italiana dovrebbero registrarsi almeno 7000 immissioni in ruolo frutto di questo concorso; infatti i vincitori degli 11.542 posti fissi messi a disposizione verranno distribuiti in due tranche, la prima troverà una collocazione immediata, a partire dall’anno scolastico 2013 – 14, la seconda invece godrà della vittoria del concorso a partire dall’anno scolastico 2014 – 15. Questo accade per consentire l’utilizzo del doppio canale, ossia le immissioni ruolo dipendono al 50% dal concorso e al 50% dalle graduatorie ad esaurimento.

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