Ad elezioni concluse tornano a tenere banco le questioni legate alla pressione fiscale, sono numerosi i provvedimenti che si attivano e che riguardano tanto le imprese quanto i contribuenti; ripartono, infatti, i controlli retroattivi del redditometro, l’aumento di un punto dell’Iva, il versamento dell‘acconto Imu senza dimenticare le comunicazioni riguardanti lo spesometro e beni ai soci. 

Se su ciò che è stato deciso prima delle elezioni vi è certezza, molto più complicata è la situazione per quanto riguarda quelle misure più urgenti espressamente richieste a più voci ed in parte non osteggiate nemmeno dalla stessa amministrazione finanziaria, come ad esempio i differimenti di alcune scadenze per l’invio telematico delle comunicazioni all’anagrafe tributaria. L’unica possibilità per cui l’iva non passi dal 21 al 22% è che si formi prima possibile un nuovo esecutivo che valuti le contromisure da prendere a riguardo, altrimenti dal 1° luglio 2013 il provvedimento sarà attivo.

Stesso discorso vale naturalmente per il primo acconto 2013 dell’imposta municipale unica, l’Imu, che qualora non vi siano modifiche o cambiamenti normativi dovrà essere versata entro il prossimo 18 giugno da tutti i proprietari di immobili, compresi i possessori della prima casa. Del resto, non è un caso se la restituzione dell’Imu è stata al centro della recente campagna elettorale visto con quanto malumore è percepita dai contribuenti.

Un altro strumento mal digerito dai cittadini è sicuramente il redditometro, anche qui se non ci saranno provvedimenti pressoché immediati o segnali in questa direzione l’Agenzia delle Entrate comincerà la campagna di accertamenti retroattivi sull’annualità 2009 usando i nuovi parametri e il nuovo paniere di beni e servizi rilevanti approvati con l’ormai celebre decreto ministeriale del 24 dicembre 2012. 

In ultimo bisogna dare conto anche di due scadenze sulle comunicazioni telematiche; nella fattispecie quella sui beni in uso a soci e familiari e il nuovo spesometro. La comunicazione sui beni ai soci preoccupa principalmente per l’obbligo di dover notificare anche i finanziamenti e i versamenti realizzati dai contribuenti in un passato più o meno lontano e sempre in essere alla data di attivazione della norma istitutiva (17 settembre 2011).

Per quanto riguarda il nuovo spesometro, non solo non è ancora stato predisposto il modello di comunicazione, ma i dubbi più consistenti riguardano le operazioni per le quali non c’è obbligo di fattura e specialmente a quelle operazioni passata all’interno dei corrispettivi giornalieri o mensili. In assenza di novità normative, anche per questi due adempimenti i contribuenti dovranno, nel giro di breve, cominciare a lavorare contro il tempo per effettuare l’invio telematico dei modelli entro il prossimo 2 aprile (beni ai soci) e 30 aprile (spesometro).

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