L’Autorità Garante per le comunicazioni ha pubblicato il bando per l’affidamento del servizio di rassegna stampa sul proprio sito.

Tra i requisiti richiesti dall’AGCOM, c’è quello per cui la società affidataria dovrà acquistare una regolare licenza d’uso dagli editori al fine di erogare il proprio servizio.

Si tratta di un requisito che segna un’inversione di tendenza rispetto a un passato dove molto spesso si è creduto di poter offrire al pubblico un servizio di rassegna stampa senza riconoscere alcun compenso agli editori per l’utilizzo, sia pure limitato ai titoli ed ad alcuni passaggi significativi, degli articoli pubblicati sui loro giornali o riviste.

Nel tempo, peraltro, i giudici hanno più volte sanzionato simili comportamenti, rilevando la violazione dell’art. 65 della legge sul diritto d’autore che pure ammette la possibilità di riprodurre gratuitamente gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso già pubblicati su altre riviste o giornali ma a condizione che la loro riproduzione non sia stata espressamente riservata.

Da qui probabilmente l’equivoco in cui sono caduti in molti, credendo che le rassegne stampe costituissero una sorta di zona franca all’interno della quale non avrebbero trovato applicazione le ordinarie regole sul diritto d’autore.

Per questo l’AGCOM, come è ovvio, ha deciso di giocare secondo le regole, affidando la propria rassegna stampa ad un soggetto in possesso di regolare licenza.

A tal fine gli editori si sono da tempo organizzati, allestendo una piattaforma denominata “Repertorio Promopress” che riunisce al suo interno le principali testate italiane, consentendo agli utilizzatori di acquistare una licenza per la riproduzione di articoli di giornale nell’ambito delle rassegne stampa.

Occorre capire se il buon esempio dell’AGCOM sarà seguito nel settore privato dai tanti soggetti che ancora oggi offrono servizi di rassegna stampa “abusivi”, con il rischio di vedersi contestata la condotta di concorrenza parassitaria, considerato che molto spesso tali servizi sono in grado di generare un utile per mezzo della raccolta pubblicitaria.

Uno dei nervi maggiormente scoperti rimane infatti quello dei motori di ricerca on-line che aggregano all’interno del proprio canale “news” le notizie raccolte in giro per la rete senza un preventivo un accordo con gli editori.

Quel che è certo comunque è che nei prossimi mesi, sull’onda della decisione dell’AGCOM, gli editori proveranno a riappropriarsi dei diritti sui propri articoli.

 

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