Alle 14 è cominciato lo spoglio dei voti sulle regionali e dopo oltre un’ora di attesa sono cominciati a filtrare i primi dati ufficiali sulle preferenze espresse dagli elettori. Ancora una volta sondaggi e proiezioni si rivelano errati o quanto meno approssimativi; infatti sembra venire meno il testa a testa in Lombardia, in cui Maroni pare abbia un sopravvento netto e nelle altre regioni ci sia un assottigliamento dei divari ipotizzati alla vigilia.

Dunque la Lombardia, la fortezza del centro destra, nonostante gli scandali piovuti sulla giunta Formigoni, sembra reggere e sembra farlo in modo solido con un Maroni dato nelle proiezioni al 43% e nello scrutinio reale al 50% con abbondante vantaggio sul candidato del Pd Ambrosoli. Si riflette anche in ambito regionale ciò che è avvenuto per le nazionali, ossia il Pd ha rallentato pericolosamente nelle ultime settimane sedendosi più che sugli allori sulle presunte ceneri di un centro destra che non si è mai dato per spacciato.

Nel Lazio il dato è ancora molto acerbo ma sembra si possa profilare una sorpresa anche qui; infatti Storace al momento è sensibilmente avanti e anche se non dovesse mantenere il primato sicuramente chiuderà molto più vicino di quanto avevano ipotizzato gli exit poll. Dunque la distanza di 11 punti percentuali fra il candidato presidente del Pd e Pdl non dovrebbe verificarsi ma anche qui saranno solo pochi i punti che separeranno i due contendenti.


Nel Molise, in cui lo scrutinio procede più lentamente che nelle altre regioni, le sezioni scrutinate sono appena due, e per dover di cronaca diciamo che il dato che emerge è in netta controtendenza con gli exit poll, infatti al momento è avanti Iorio, il candidato del Pdl che le proiezioni invece davano per spacciato. Chiaramente è presto per pensare che sia un dato su cui ragionare, però il fatto che sia nettamente avanti il candidato del centro destra lascia pensare che il divario di 20 punti stimato non ci sarà.

Leggera flessione per i candidati grillini che si attestano ben al di sotto del 25% raggiunto alla Camera dal M5S alle politiche, però emergono dati confortanti e sorprendenti, basti dire che a Roma il primo partito è proprio il movimento 5 stelle, dunque chissà che in un futuro il primo cittadino della capitale possa essere proprio un candidato del movimento stellato che raccoglie così i frutti generosi del comizio di piazza San Giovanni.


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