Home GoogleNewsDallaRedazione Elezioni 2013: M5S primo partito e senato al Pdl così le proiezioni

Elezioni 2013: M5S primo partito e senato al Pdl così le proiezioni

Alessandro Camillini

E’ febbre da elezioni, ma soprattutto da risultati. Le testate giornalistiche stanno impazzendo per inseguire la chimera di chi ha vinto le elezioni appena due ore dopo l’inizio degli scrutini e così le proiezioni dei sondaggisti diventano oasi nel deserto che come tali si dissolvono entro pochi minuti. Tecné e Istituto Piepoli, al momento, concordano nel clamoroso risultato che vede il partito di Grillo, M5S, al primo posto assoluto nei consensi e il Pdl essere il padrone del Senato.

Stando così le cose sembrerebbe che il grande sconfitto sia Bersani e il Pd, entrambi privi della leadership che in queste settimane sembrava l’unico dato certo di questa campagna elettorale. Bisogna però prestare attenzione a queste percentuali e dati che, non sono certo improvvisati, ma affondano la loro solidità su sistemi non fondati sull’oggettività ma sulla capacità di previsione.

Quello che emerge al momento dallo spoglio reale è uno scenario ancora diverso rispetto a quest’ultimo, in linea con quelle che erano le attese della vigilia, seppure con le debite eccezioni; infatti il Pd resta, seppur di poco, il primo partito italiano con il 30,87 al Senato e il 29,48 alla Camera, tallonato da vicino però da un sorprendente M5S che va ben al di la di quota 20% e si attesta sul 24,5% al Senato e sul 26,7% alla Camera. 

In tutto questo nonostante la Lombardia, ritenuta da molti l’ago della bilancia, stia pendendo a favore del Pd il futuro sembra ancora incerto, però i dati del ministero smentiscono in ogni caso il trend delle proiezioni che sembra addirittura utopistico; la vittoria al Senato del Pdl dovrebbe dunque essere quasi impossibile ma sicuramente la vittoria del Pd risulta ridimensionata e dunque rimane quell’equilibrio che si era ipotizzato dai sondaggi.

Al momento la confusione la fa da padrone, da ogni parte si sentono proclami di vittoria, si è passati dai commenti entusiastici del Pd per gli exit poll, si è parlato addirittura di fine di un’era, passando per Grillo che ammetteva candidamente “siamo il primo partito d’Italia, siamo una epidemia”. Il Pdl, invece, fa muro e si lascia sfuggire poche dichiarazioni vista la forbice surreale fra proiezioni, che lo vorrebbero vincente e i dati dello scrutinio che rischiano di relegarlo al terzo gradino del podio.

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