Ecco l’ultimo atto del governo Monti: “Schema di decreto legislativo recante il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, a norma dell’articolo 1, comma 35, della legge 6 novembre 2012, n.190”.

Tradotto, si tratta del nuovo provvedimento in materia di trasparenza per gli uffici pubblici, e rispecchia, indubbiamente, un testo di valenza simbolica, che chiude la stagione del governo tecnico con un decreto avverso agli sprechi delle risorse comuni.

Tra i principi elencati, c’è quello dell’obbligo di pubblicità, con la prescrizione, per i politici, di rendere noti i propri redditi e patrimoni proprie dei parenti fino al secondo grado. Tutti gli atti della PA, in seguito, son da intendersi accessibili, anche quelli inerenti le varianti urbanistiche e sulla nomine dei direttori sanitari.


L’ispirazione del decreto, a detta del governo, sarebbe quella del Freedom of Information Act vigente negli Usa, che introduce anche da noi il principio dell’accessibilità immediata agli atti della pubblica amministrazione, solo presentando una semplice richiesta.

Stella polare del nuovo testo sarà, dunque, l’introduzione de iure del diritto di accesso civico, la facoltà, cioè, riconosciuta a tutti i cittadini, di accesso e libera consultazione dei documenti relativi l’attività della pubblica amministrazione

Veicolo principale della rivoluzione trasparenza che si appresta ad abbattersi sulla pubblica amministrazione è naturalmente la rete telematica. Nei portali web degli enti pubblici, infatti, dovrà essere aperta un’apposita e facilmente raggiungibile sezione in cui possano trovare spazio tutti gli atti e le delibere cui il cittadino potrà avere libero accesso. Tutti gli atti dovranno essere provvisti dei relativi link alle leggi centrali più ampie nei portali istituzionali.

Anche per gli incarichi e le consulenze esterne, d’ora in avanti, tutto dovrà essere mostrato in controluce: estremi dell’atto, curriculum vitae del vincitore,compensi e variabili eventuali.

Dovranno, altresì, essere presentati in maniera esaustiva i dati di spesa per il personale amministrativo, tanto quello a tempo indeterminato che per quello a termine.

Esclusi, naturalmente, da questo computo tutti quei documenti che, per ragioni sensibili o di sicurezza generale, non possano essere divulgati all’esterno senza filtri.

La riforma arriva in seguito all’entrata in vigore della legge anticorruzione 190/2012, che all’articolo 1 introduceva proprio la delega all’esecutivo per la stesura del provvedimento.

Vai al testo del decreto trasparenza

 


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