In tema di campagna elettorale, Adriano Celentano con la sua ultima canzone “Se non voti, ti fai del male!” non aveva certo celato dubbi, ma ora la sua posizione è completamente svelata: il suo voto andrà al movimento di Beppe Grillo. In una lettera a Il Fatto quotidiano, l’endorsement del cantautore per Grillo si fa ufficiale: “Mancano solo tre giorni al responso -si legge- e la sorpresa sarà grande: nonostante la partitocrazia si affanni a divulgare che, quand’anche Grillo vincesse, non sarebbe comunque in grado di governare“. “Se è vero che invochiamo il cosiddetto cambiamento -scrive Celentano- non abbiamo altra scelta. Dobbiamo votare per lui, pur sapendo che qualche disagio non mancherà proprio a causa della sua inesperienza: nessuno nasce imparato e il suo movimento imparerà presto“.

Le parole del cantante invocano risultati politici “immediati e non a lunga scadenza, quel che serve ora all’Italia, rivela Celentano, è “qualcosa di solido e concreto”, qualcosa insomma che si possa “vedere con la luce dei nostri occhi (…) ancor prima che le elezioni ci dividano”. Soltanto allora sarà opportuno per il Molleggiato nazionalefare il tanto atteso confronto fra i politici, compreso Grillo”. I cambiamenti ai quali auspica Celentano fanno primario riferimento alla devastate opera di cementificazione e mal costruzione che ha caratterizzato le azioni di “malgoverno” degli ultimi anni. Celentano parla anche di sentimenti di sfiducia e pessimismo, segnali di un malessere sociale cresciuto e fomentato da provvedimenti iniqui e promesse fasulle.

La posizione del Molleggiato è, sì, di rottura rispetto alle coalizioni partitiche tradizionali, ma comunque aperta verso l’appoggio, anche se limitato, al centrosinistra. In Lombardia infatti Celentano promuove l’avvocato Umberto Ambrosoli, candidato civico, sorretto da un ampia intesa di centro-sinistra. “Anche Ambrosoli non ha esperienza di governo -prosegue nella lettera il cantante-, ma dobbiamo votare per lui se vogliamo che le cose cambino, perché lui è il nuovo”. Proprio la Regione lombarda secondo Celentano rimane “il grande punto di riferimento per tutta l’Italia”, e il candidato democratico sarebbe dunque “l’uomo giusto”. “Io -conclude infine il cantautore- mi fido di lui e con lui mi piacerebbe intrattenermi in una conversazione interessante su quella che sarà ‘la grande prateria Lombarda“.


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2 COMMENTI

  1. onestà e competenza. tanto basterebbe per governare e bene.
    ma (semplicemente) nè l’uno nè tantomeno l’altro, sono caratteristiche
    abbinabili alla stragrande schiera dei policomicitici degli ultimi 30 anni.
    basta sintetizzare la cronaca nera/rosa/attualità per capire.
    ma la speranza è l’ultima a morire.
    e poi avremo quasi allo stesso tempo un papa nuovo.
    2 piccioni con una fava..e che fava.

  2. Grillo non sarebbe in grado di governare. Sono convinta che nemmeno lui lo vorrebbe. L’Italia ha bisogno di persone competenti che sappiano far funzionare la macchina dello Stato.Chi deve governare dev’essere uno studioso di economia che sappia provvedere saggiamente al risparmio ed evitando spreco di denaro.E’ importante che si faccia una buona riforma della scuola finalizzata a formare la nuova classe dirigente. Ci vorrebbero scuole dalle quali far uscire perfetti politici(liceo politico – sociale) o perfetti economi(liceo economico-finanziario). Scuole che formino i giovani a saper ben governare un Paese politicamente ed economicamente.Formazione che potrà poi essere completata con gli studi universitari .Non si può improvvisare la governabilità di un Paese, affidandola a inesperti come Grillo che sa solo urlare con la sua propaganda disfattista.Grillo è un grande confusionario e pseudointellettuale.Oggi, l’unica persona equilibrata e saggia, dotata di grande cultura politica ed economica è Mario Monti. E’ di lui che noi italiani ci dobbiamo fidare, altrimenti rischiamo di cadere in una guerra civile alla ricerca di un pezzo di pane, come sta accadendo nella povera Grecia. Affidiamoci, italiani, al buon senso di Mario Monti!

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