Nella tentazione è in gioco la fede. Vogliamo seguire l’io o Dio?” chiede dal balcone di San Pietro Benedetto XVI rivolto ai fedeli, all’Angelus di domenica scorsa. Mai come in questi ultimi giorni di Pontificato le parole del Papa risultano attuali: “mancavano solo i nomi e i cognomi. L’atto di accusa verso la struttura di potere che corrompe la Chiesa era nitido” commenta uno dei cardinali più anziani, per anni a capo delle finanze vaticane. Come rivelato dallo stesso cardinale, interpellato dalla giornalista Concita De Gregorio che ne riporta le repliche su “La Repubblica”, il 1 gennaio 2013 i bancomat vaticani hanno ‘inspiegabilmente’ cessato di funzionare. Su tutte le transazioni, compiute da Deutsche Bank, è stato messo il blocco dalla Banca d’Italia. La pietra dello scandalo è ovviamente lo Ior, l’Istituto per le Opere di Religione il cui ultimo bilancio toccava i 5 miliardi di euro. Nell’istanza di bloccaggio si legge che lo Stato Vaticano avrebbe “un assetto di vigilanza e scambio d’informazioni inadeguato”, del tutto avulso alle norme contro il riciclaggio.

Nel 2011 la commissione incaricata di colmare le deficienze all’interno dello Ior è stata destituita proprio dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone, bloccando così ogni possibilità di scambio e d’ispezione. Gli unici a cui rimaneva potere di pieno visionamento sulle casse dell’Istituto, oltre allo stesso Bertone, erano il suo plenipotenziario Monsignor Ettore Balestrero, e il direttore generale Paolo Cipriani. I confini della tristemente nota vicenda Vatileaks si erano, con ciò, del tutto delineati. A inizio 2012 interviene a risanamento dell’Istituto bancario vaticano anche l’Aif, l’Autorità d’Informazione finanziaria, nella persona di Attilio Nicora, alla testa dell’istituzione, che viene però opportunamente esonerato. Anche un gruppo ristretto di giuristi e banchieri di fede cattolica, tra cui Gotti Tedeschi, De Pasquale, e Pallini, tutti ai vertici Aif, commissionati per l’affiancamento al ripristino, vengono presto allontanati. Al posto di Gotti Tedeschi alla presidenza Aif viene nominato Hermann Schmitz, ex ad di Deutsche Bank.

Le casse dello Ior diventano dominio assoluto di Bertone, al cui fianco si aggiornano i nomi di Giuseppe Varsaldi, al vertice della Prefettura affari economici e commissario dell’Idi di Roma, ora in bancarotta, e quello di Domenico Calcagno, amministratore del patrimonio dell’Apsa, la sede apostolica. Subentra, poi, a ruolo dirigenziale dell’Aif il lussemburghese René Bruelhart. I banchieri laici interrogati dichiarano di non aver mai potuto accedere alle carte di bilancio dello Ior: “per quanto ci riguarda nelle casse dello Ior ci potrebbero anche essere i soldi di Bin Laden o di Riina”, commenta a caldo uno di loro.  Sono infatti soltanto 25 mila coloro che risultano abilitati all’apertura di conti correnti (fondi) nell’istituto, e sono tutti rigorosamente ecclesiali, istituti religiosi o cittadini vaticani. Ognuno di loro, e qui viene al nodo un elemento cruciale, è autorizzato a delegare chi vuole per eventuali operazioni finanziarie, senza limiti temporali in termini di deleghe effettuabili né registri alcuni per i soggetti delegati.


Un sistema di riciclaggio in piena regola dunque dove chiunque, religioso, laico, criminale o mafioso, può risciacquare i soldi ricavati chissà dove. Cipriani insieme al rispettivo vice Tulli restano indagati per lo spostamento ‘sospetto’ di 23 milioni di euro attuato da Credito Artigiano e Banca del Fucino su JP Morgan. Non mancano anche eventi minori: nell’ordine si cita quello di Emilio Messina dell’arcidiocesi di Camerino, di don Evaldo Biasini (detto ‘bancomat’) coinvolto nell’indagine perugina sull’operato della Protezione civile, e di don Salvatore Palumbo della comunità religiosa di San Gaetano. Le cifre che vengono a galla sembrano astronomiche; soltanto a citarne uno di casi, quello su Palumbo, sotto la causale “Obolo per restauro convento” sono ben 151 mila gli euro al centro della presunta truffa.

Per il momento non si annovera alcun intento collaborativo nei confronti della magistratura, tuttavia lo Stato (il nostro) ha ben deciso di premunirsi contro eventuali disordini ulteriori, predisponendo dal 2011 una normativa ad hoc contro il riciclaggio, dalla quale lo Ior rimane volutamente estraneo, che tassativamente vieta di operare col Vaticano. Un mantra oscuro, dunque, sembra continuare ad avvolgere i meandri pontifici, celando dietro falsi bilanci e intrighi di potere interessi di lucro e speculazione, niente di più remoto dai princìpi predicati da Dio. Da solo, un Papa anziano, scrive De Gregorio, “non ha le forze per fronteggiare una struttura di potere interna ed esterna al Vaticano”; mai come ora la sua difficile rinuncia è sembrata a tutti una scelta più che ‘umana’.


CONDIVIDI
Articolo precedenteElezioni politiche 2013, il primo CdM: le promesse dei candidati
Articolo successivoElezioni politiche 2013: la neve spaventa il Pd e il Pdl

5 COMMENTI

  1. Fino a quando avremo governanti che singhiozzano alle dimissioni del papa, tipo LETTA DEL PD, di fronte ai paesi meno bigoti creduloni, faremo sempre la figura di m…………….
    Il vaticano ha accumolato nei secoli, immense ricchezze estorte a ricchissimi creduloni cristiani con raggiri religiosi e la minaccia dell’inferno, queste ricchezze , appartengono all’umanita’ e il vaticano prima o poi le deve restituire, solo cosi si potra’ sfamare il mondo povero. Si vocifera che se va al governo PEPPE GRILLO , togliera’ per decreto i beni che il vaticano ha estorto con raggiri religiosi, e se non lo fa allora anche PEPPE GRILLO DOVREBBE ANDARE A ………………………….. MAGO PROF. SILVA

  2. Gentile Dott.ssa Pieri,
    il suo stile giornalistico è approssimativo e per niente giuridico. Mi stupisco che un giurista preparato come l’Avv. Carmelo Giurdanella, abbia acconsentito a pubblicare il suo articolo.
    Veniamo alle inesattezze.
    Il titolo probabilmente non è scritto da Lei. Non si può parlare di “dimissioni”, ma di rinuncia. La invito a leggere l’interessante intervento di Valerio Gigliotti “Quando si rinuncia per servire” apparso sull’Osservatore Romano del 25.2. u.s.
    La vicenda dei bancomat vaticani. Se si fosse andata a leggere il sito della banca d’Italia, avrebbe scoperto che la lettura da farsi è assai diversa (link: http://www.bancaditalia.it/ media/chiarimenti/pos-vaticano/Vaticano-10-1-13.pdf). Lei, invece, è andata a leggersi solo: http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/22/news/soldi_ior-53146070/.
    Ultima inesattezza, per non tediarvi più a lungo. Confonde lo Ior con il Vaticano.
    Da giurista amministrativista, a contratto all’Università Cattolica di Milano, non mi sono mai occupato di siffatta materia. A prima vista ho letto un documento non ufficiale, ma per la mia ignoranza in materia, sufficiente per una prima chiarezza. La invito a leggere al link: http://it.cathopedia.org/wiki/Istituto_per_le_Opere_di_Religione
    Sperando di leggerLa presto, con maggior esattezza, La saluto cordialmente.
    Marco Quadrelli

  3. Per pregare La Madonna , Gesù , e tutti i Santi non c’è bisogno di calici d’oro e paramenti sacrali intarsiati. Basta entrare in Chiesa , nel silenzio e nella fede e rivolgersi col pensiero a Dio. L’insegnamento di Padre Pio e di San Francesco non ce l’hanno fatta ad abbattere il potere temporale della Chiesa. Potere immenso che questi ultimi scandali hanno sancito e provato definitivamente. Penso che anche gli Organi di potere della Chiesa debbano essere vagliati e trattati dalla stessa Magistratura che controlla le nostre vite. La Chiesa è composta da uomini e non da Santi (a parte qualche raro esempio come Papa Giovanni Paolo II ) e quindi debole davanti al fascino del potere e dei soldi.
    La ricchezza della Chiesa da sola potrebbe risolvere la quasi totalità dei problemi delle persone indigenti, a livello mondiale.
    Spero che chi ha fede capisca cosa è realmente il potere della Chiesa e che, se può , faccia opere di bene direttamente e non affidando alla Chiesa ricchezze di cui non si saprà mai a chi effettivamente aiuteranno e se poi effettivamente saranno di aiuto per qualcuno.

  4. corrotti. Uno schifo, siamo riusciti a inficiare anche la religione. Spero che il VATICANO vada in spagna come una volta

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here