Quando il ministro dell’Istruzione Profumo annunciò che dopo 12 anni ci sarebbe stato un nuovo concorso per immissioni in ruolo nella scuola pubblica ci fu una sorta di tripudio generale; i docenti precari e gli aspiranti tali esultarono, convinti che qualcosa finalmente sarebbe cambiato e che la scuola italiana, finalmente, intraprendeva la tanto sospirata via del rinnovamento e lo facevo seguendo il concetto della meritocrazia che troppo spesso nel nostro Paese è stato ignorato.

Quello che allora nessuno aveva osato immaginare era la quantità di problematiche che il concorso a cattedre avrebbe incontrato; a partire dal bando già vecchio alla sua pubblicazione, il medesimo in pratica del concorso precedente, ai ricorsi contro la soglia troppo alta dei test di preselezione, ai ricorsi contro gli errati requisiti per poter partecipare, ai rinvii per le previsioni meteo e alla fatica di reperire personale per formare le commissioni di vigilanza durante l’esecuzione delle prove scritte.

Su queste basi era facile pensare che le prove scritte avrebbero incontrato non poche difficoltà; infatti sono emerse le prime irregolarità, sia strutturali e quindi imputabili alla macchina concorsuale e al Miur, sia direttamente ai concorrenti che si sono ingegnati per aggirare la sorveglianza e le regole. Il controllo della commissione però resta più che altro un miraggio, sono stati gli stessi concorrenti a controllarsi vista l’impossibilità fisica delle commissioni.


Se non bastasse l’inadeguatezza numerica delle commissioni reperite dal Miur, si può mettere in discussione anche la qualifica dei membri delle commissioni di vigilanza, sono giunti report di candidati che hanno già sostenuto gli scritti che parlano di figure disponibili ma poco utili nella risoluzione di qualsiasi perplessità sulla procedura da seguire durante il concorso.

Sembra che il ministero sia dovuto correre ai ripari, visto il rifiuto generale dei docenti di partecipare in qualità di controllori all’esame, e abbia optato per figure che non rispondano proprio a quel principio di “comprovata esperienza” indicato nell’ordinanza ministeriale che ha subito un cambiamento per far fronte alle necessità del momento.

I problemi non sono finiti qui, le strutture pare che si stiano rivelando inadeguate, del resto oltre il 70% delle scuole italiane non è a norma di legge o semplicemente versa in condizioni di degrado, dunque non c’è da meravigliarsi per le lamentele dei concorrenti che sostengono le prove in quelle stesse strutture tristemente famose per la loro scarsa funzionalità.

In questo quadro piuttosto cupo comincia a delinearsi anche un dubbio inquietante e che rischia di aprire la strada ad ulteriori ricorsi, quindi ritardi e polemiche; infatti sembra esista una disparità di punteggi fra chi sostiene la prova scritta strutturata su 4 domande e chi su 3. Alla luce dei valori applicati ai singoli quesiti e della proporzione necessaria per ritenersi promossi agli scritti emerge che se si compilano 3 domande su 4, lasciandone in bianco una, si può comunque essere promossi, cosa che invece è impossibile qualora si facesse lo stesso con il questionario su 3 domande.

Se questa considerazione non cadrà nel vuoto, ma verrà ripresa dai sindacati, già battaglieri per indole, si prospettano giorni durissimi per il Miur, il concorsone e anche per i futuri docenti che ancora una volta si trovano a fare un esame che per le irregolarità che sta presentando rischia di diventare nullo e rivelarsi una chimera che sfugge alla realtà ed ha solo tirato la volata elettorale al ministro Profumo.


9 COMMENTI

  1. Ma come si fa a distruggere barbaramente qualsiasi iniziativa, anche la più positiva, anche la più necessaria, che prenda lo Stato, che offra il Governo, qualsialsi Governo esso sia? Mi sembra un atto di masochismo da parte dei Cittadini. Lo scollamento tra la politica e gli Italiani è divenuto tale che qualsiasi cosa si faccia non va bene, sempre e comunque.
    Si dovrebbe essere felici che si sia finalmente indetto un concorso basato sul merito, sulla capacità di studiare e di partecipare in maniera nuova, in maniera onesta.
    Personalmente ho curato la mia preparazione al meglio, e ho affrontato questo concorso seriamente, nella certezza che si sarebbe svolto con regolarità.
    Che cosa farebbero tutti quelli come me che hanno studiato e si sono preparati per mesi trascurando tutti gli altri impegni se fosse annullato?
    Molto probabilmente non parteciperebbero più ad altre iniziative simili. E così le persone di buona volontà sarebbero di nuovo tagliate fuori. E l’Italia andrebbe di nuovo indietro. No, questo concorso non deve essere annullato. Deve andare avanti, nonostante le difficoltà, i tempi rallentati e le proteste di coloro che sono abituati ad ottenere le cose senza impegnarsi e senza sforzi.
    Silvia Giudice

  2. per lavorare nel settore pubblico, bisogna vincere un concorso non pagare per avere una specializzazione. lo dice la costituzione. basta con questa classe di elite, chi ha i soldi per pagarsi i corsi o master va avanti se no sei fregato. che il concorso sia stato una buffonata é sacrosanto. ma nessuno puó lavorare nel pubblico se non ha vinto un concorso.

  3. per Francesca: una persona che si permette di scrivere “un’esterno” con l’apostrofo non ha la benché minima dignità di avere una cattedra in nessuna scuola….

  4. Ma la lettera per L’ORALE?AL BOCCIONI DI MILANO NON CI HANNO DETTO NULLA…COME É POSSIBILE VISTO CHE IN ALTRE CITTÀ SI SA?il vicepreside si è reso irreperibile!

  5. concordo perfettamente con gianni.Io sono una precaria “storica” ho l’abilitazione SISSIS sono in graduatoria ad esaurimento(in tutti i sennsi!!!!) e non capisco il motivo di questo concorso con pochissimi posti per ogni classe.
    La cosa più naturale e logica sarebbe stata quella di scorrere le graduatorie e di assegnare le pochissime cattedre ai docenti che si trovano in graduatoria, non perchè abbiano partecipato ad un gioco a premi ma, perchè dopo anni di studi abilitazioni e corsi di aggiornamento, nochè di insegnamento vero e proprio, meritano di cominciare ad insegnare con una certa continuità didattica!!!

  6. Le tracce… lo studiolo del XV secolo…mi piacerebbe sapere come se la sarebbero cavata i professori di arte e immagine “abilitati”….Viene da pensare che chi ha svolto bene il tema, o è particolarmente fortunato … o conosceva l’argomento che sarebbe stato trattato.Lancio una caccia al tesoro a comporre una ventina di righe sul’argomento.

  7. Ma che sogno. Da docente dico: questo concorso è scandaloso,
    DEVE essere annullato. Truccato, in ogni sua parte. Fatto solo per dare
    lavoro a qualche trombato dell’Università. Dottorato di Ricerca che vale 3 punti e SISS che vale 1,5 punti. Piu’ il valore delle pubblicazioni. Soglia di preselezione che cambia due volte. Titoli di ammissione non ancora valutati: cosa si aspetta, di avere docenti messi in ruolo non in regola con i minimi requisiti?
    Commissioni dello scritto da barzelletta. Domande scelte un mese prima: che strano!
    Una spesa di parecchi milioni di euro in epoca di crisi, il tutto con le graduatorie ad
    esaurimento ancora piene, con docenti che hanno sostenuto tirocinio, esami e concorso di Stato della SISS. E che stanno reggendo la scuola italiana da anni sottopagati, ricattati, vilipesi. E’ una vergogna.

  8. ….ecco….visto che sei un’esterno al mondo della scuola, ti sei risposto da solo….ovvio che per te sia inutile…addirittura maledetto…tu resta a fare cio che fai, e fai fare ad altri cio che ritengono un sogno…

  9. Ancora non capisco, sono un esterno al mondo della scuola, come nessuna istituzione o sindacato abbia intrapreso la strada per far annullare questo maledetto ed inutile concorso.

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