Doveva essere il primo giorno degli scritti del concorso a cattedre, doveva essere la ripresa del concorso e anche delle polemiche visti i recenti sviluppi che hanno portato all’immissione con riserva di oltre 7000 candidati, al test bocciati, da parte del Tar e invece così non è stato, a farla da padrone è stato il maltempo. Big Snow, la tempesta con un nome di cartoon, ha indotto il Miur a rinviare lo svolgimento degli scritti che dovrebbero riprendere a partire da mercoledì 13 febbraio, ma domani uscirà un nuovo calendario aggiornato delle prove.

I problemi sono numerosi vista anche la concomitanza a fine mese delle elezioni, il 23 potrebbero essere molti i docenti fuori sede che per le elezioni hanno programmato di tornare a casa per votare, quindi si prospetta un disagio notevole sia per i candidati che per la macchina organizzativa che dovrà tenere conto di molte variabili nel rielaborare un calendario che sia congruo per tutti, partecipanti e addetti ai lavori.

I disagi, però, almeno in un primo momento sono decisamente più sensibili per i concorrenti che per il ministero, sono calcolati in almeno 3 milioni di euro le spese di viaggio degli aspiranti docenti senza contare l’impreparazione e le difficoltà organizzative delle scuole designate a prestare i propri locali per il concorso a gestire la popolazione studentesca.


“I candidati hanno sicuramente prenotato voli e treni low cost – ha dichiarato al corriere Lorenzo Miozzi, presidente dei consumatorie sappiamo bene che si tratta di biglietti meno cari ma non rimborsabili. Ipotizzando che due terzi dei candidati, quindi 60 mila circa su oltre 90 mila ammessi in prima istanza, si sarebbero dovuti spostare, e immaginando un costo medio a testa di 50 euro, arriviamo a tre milioni bruciati”.  In questo cifra, inoltre, non rientrano le spese sostenute per i commissari, che hanno diritto ad un rimborso spese di 200 euro lordi al giorno ma solamente qualora siano in servizio per l’esame.

Carlo Rienzi del Codacons, però, nel maltempo ci vede solo una scusa; “la neve? Ma è solo un pretesto! La verità è che giovedì  scorso sono stati riammessi alle prove 7 mila candidati in più, e quando il ministero si è reso conto che non c’era abbastanza tempo per organizzare la loro partecipazione al concorso, ha tirato fuori il rinvio per maltempo”. Il Codacons, a tal proposito, ha già avviato come sua prassi la raccolta di adesioni per mobilitare un’azione collettiva e chiedere un rimborso minimo di 500 euro a testa per il danno esistenziale subito da ogni concorrente, oltre ai risarcimenti per le spese sostenute documentabili.

Al di la delle azioni un po’ populistiche ciò che conta è che domani dovrebbe essere reso noto il nuovo calendario delle prove, le ultime ipotesi di recupero indicano nelle giornate del 22 e del 23 febbraio delle date plausibili, questa indicazione vale però per le scuole che non sono impiegate come seggio elettorale. Sarebbe dunque questa la soluzione che permetterebbe di portare a termine la tornata di prove scritte all’interno del periodo calendarizzato con avviso in Gazzetta Ufficiale, sia per rispettare l’iniziale volontà del Ministro di concludere entro la tornata elettorale e avviare la correzione nel mese di marzo.


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