La notizia era nell’aria e temuta da tutti gli 88.610 candidati promossi ai test preselettivi del concorso a cattedre; le prove scritte sono seriamente a rischio, non nel loro svolgimento ovviamente, ma nel rispettare le tempistiche ufficiali fornite dal Miur, non è da escludere infatti un rinvio o una posticipazione dell’inizio dei questionari rispetto all’11 febbraio, data fissata per l’inizio degli esami. Dunque gli 11.542 posti messi a disposizione dal bando concorsuale rischiano di diventare un sogno, oppure un incubo, se  i tempi slitteranno e non permetteranno l’inserimento dei nuovi docenti negli organici entro settembre 2013.

Il nodo della questione è rappresentato dalla mancanza dei commissari destinati a formare le commissioni giudicatrici, dopo un primo sorteggio, avvenuto il 22 gennaio scorso, era emerso che non tutte le regioni e nemmeno tutte le classi di concorso erano coperte, ossia non vi erano abbastanza commissioni giudicatrici, motivo per cui il 1° febbraio si è tenuto un secondo sorteggio per colmare i buchi lasciati dalla prima estrazione.

Ad ogni modo, nemmeno il secondo turno di sorteggi è stato sufficiente, il direttore generale Luciano Chiappetta, infatti, ha cambiato l’odinanza del 23 novembre 2012, n.92, sulla formazione delle commissioni, e ha deciso, ordinanza n.4 del febbraio, che “in caso di mancanza di aspiranti, il direttore generale dell’Usr competente nomina direttamente i presidenti e i componenti, assicurando la partecipazione alle commissioni giudicatrici di esperti di comprovata esperienza nelle materie del concorso scelti prioritariamente fra coloro in possesso dei requisiti previsti”.


E’ stata applicata, inoltre, un’altra modifica dell’ordinanza, gli esperti possono anche non essere in possesso dei titoli aggiuntivi che il decreto aveva inserito per scegliere soggetti che abbiano delle credenziali speciali, ad esempio dottorati di ricerca, master universitari, diplomi di perfezionamento, a certificare la loro serietà scientifica e didattica e delle conseguenti capacità e competenze valutative.

Potranno prendere parte alle commissioni giudicatrici anche dirigenti e docenti pensionati da lungo tempo, cultori delle materie oggetto di concorso, esperti vari. Del resto, non era possibile pretendere ci fosse una risposta d’insieme ad una richiesta di lavoro aggiuntivo, pagato mediante compenso infimo rispetto all’impegno necessario; parlando di cifre infatti gli insegnanti dovrebbero correggere per 700 euro almeno 500 scritti, interrogare 300 candidati, contro i 4 mila e più della scorsa edizione.

Fortunatamente non ci sono solo cattive notizie; infatti sembra che il ministro dell’Istruzione Profumo stia lavorando  “per mettere il prossimo Governo nelle condizioni di fare la seconda edizione del concorso degli insegnanti, per poi proseguire con la prevista cadenza biennale”. “L’11 febbraio cominceremo la prima prova che terminera’ il giorno 21 – ha spiegato Profumo alla  presentazione del progetto ‘Generazioni connesse’ in occasione del Safer Internet Day – e verra’ corretta a marzo. Poi ci sara’ la seconda prova e gli insegnanti vincitori prenderanno servizio con l’anno scolastico 2013-2014.”


2 COMMENTI

  1. Se per svolgere una funzione che richiede impegno, responsabilità.tempo e fatica si spende 2000 per ricevere 500 capirai il perchè sia difficile trovare persone ricche ed eroiche che accettino l’incarico.

  2. Mi chiedo:come fanno a mancare i commissari se una commissione è costituita da un solo presidente e due commissari che devono esaminare un massimo di 500 candidati? Cosa ci vuole a trovare un presidente e due commissari? Dopo tutto tanti sono stati gli aspiranti commissari in tutte le regioni d’Italia. Come si fa a dire che mancano i commissari, quando per una classe di concorso bastano un presidente e due commissari per esaminare un massimo di 500 candidati? Dov’è la difficoltà?
    Se su un massimo di 500 candidati si prevedevano più commissioni allora posso capire la difficoltà nel reperire i commissari, ma su 1000 candidati da esaminare l’ordinanza ministeriale prevede la formazione di due commissioni, una esamina 500 candidati , l’altra il resto.Insomma gli aspiranti commissari sono stati tanti. Forse mancano nell’elenco tra gli aspiranti commissari quelli preferiti dagli uffici regionali scolastici? Allora è una scusa che mancano i commissari.Provvederà a questo punto l’Ufficio Regionale Scolastico a chiamare direttamente i commissari di loro gradimento?. Inoltre, come farà una commissione costituita da un presidente e due commissari a correggere 500 compiti in così poco tempo? Non ne parliamo poi dell’orale.! A questo punto facciamo in modo che anche agli esami di maturità su quattro quinte costituite da 120 alunni si formi una sola commissione con tre insegnanti esterni più il Presidente e tre insegnanti interni. In questo modo lo stato risparmierebbe notevolmente, così come vuole evidentemente risparmiare nel formare una sola commissione esaminatrice di un massimo di 500 candidati.

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