Come se non bastassero l’avvento della Tares e i rincari un po’ in tutti i settori di consumo, inclusi alcuni “di necessità” come riscaldamento o pedaggi autostradali, questo avvio di 2013 è foriero anche di un altro nome che è da mesi un incubo per i contribuenti italiani: il redditometro.

Già oggi, infatti, è prevista in Gazzetta Ufficiale la pubblicazione dell’apposito decreto che darà ufficialmente il via alla nuova diavoleria del fisco, in grado di valutare la rispondenza tra dichiarazioni di reddito e tenore di vita, per mezzo di cento voci-spia che certifichino l’assonanza tra spese sostenute e guadagni ufficialmente riportati.

Con il nuovo anno, insomma, la contabilità pubblica nazionale mostra il suo volto più crudele, mettendo in pratica per la prima volta un monitoraggio tra le abitudini di consumo private delle famiglie e la base imponibile da queste dichiarata.


E se qualcuno, a leggere queste righe, sta cercando una soluzione per mettersi al riparo, meglio abbandonare l’idea e, per i meno avveduti, pregare: il primo screening vedrà coinvolte infatti le dichiarazioni emesse nel 2010 riguardo i redditi accumulati l’anno precedente.

Insomma, è tutto già scritto, non si può fare altro che aspettare, nella speranza di passare indenni dai cecchini dell’Agenzia delle Entrate.

Sono 55 i modelli famigliari entro cui verranno ascritti tutti i nuclei del Paese, 11 tipologie per cinque aree geografiche, che finiranno sotto l’occhio indagatore del fisco, disposto a graziare i contribuenti entro la soglia del 20% di differenza tra reddito dichiarato e stimato in base al comportamento di consumo.

Come detto, le voci che certificheranno la coerenza o meno del comportamento posto in essere dalle famiglie italiane sono addirittura 100, includendo categorie merceologiche disparate, dall’abbigliamento, allo sfruttamento di risorse quali l’energia elettrica o il gas, fino agli investimenti sostenuti, il possesso di articoli tecnologici, inclusi i telefonini, e anche il supporto di collaboratori domestici.

Naturalmente, uno degli ambiti più battuti dalla caccia all’evasore è quello dei trasporti, includendo, con ciò, anche le spese ritenute necessarie per il mantenimento di auto di lusso e non, barche, moto la cui proprietà possa risultare in distonia con il regime contributivo ufficialmente dichiarato.

L’unica arma nelle mani del contribuente, a ben vedere, quella di riuscire a dimostrare che le eventuali spese in eccesso sono state foraggiate da redditi differenti rispetto a quello sottoposto a imposizione, grazie alla partecipazione economica di altre persone, fisiche oppure no.

L’entrata in vigore ufficiale del redditometro è prevista per marzo: anche qui, come per la Tares, un effetto che si farà sentire sui cittadini poche settimane dopo le elezioni politiche, quando il nuovo Parlamento sarà già composto e, magari, pronto a chiedere ulteriori sacrifici agli italiani in nome di un’equità che resta un miraggio, nonostante tutto.


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  1. […] del paniere delle 100 voci in cui è suddivisa la spesa dei contribuenti sono presenti alcune ambiguità che possono […]

  2. […] il redditometro in arrivo sulla Gazzetta Ufficiale, contribuenti e famiglie alzano le antenne su quelle voci di consumo che potrebbero riservare […]

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