Se il governo tecnico ormai è diretto in archivio, con le elezioni alle porte, altrettanto non si può dire delle riforme che l’esecutivo “d’emergenza” guidato da Mario Monti ha messo in piedi nei suoi 13 mesi di reggenza.

D’ora in avanti, infatti, si faranno sentire sui cittadini le vere misure adottate dalla squadra di tecnici. Prima tra tutte, la riforma del lavoro, contestatissima nelle settimane della sua approvazione, che dal primo gennaio sprigiona sul mondo occupazionale la vera ventata di novità che era nei propositi del ministro Fornero.

Con l’arrivo del nuovo anno, sono infatti molteplici le misure entrate in vigore a seguito della nuova legge sull’occupazione, sia nel comparto dei contratti, che in quello del welfare. La riforma, approvata lo scorso luglio, può infatti dirsi in gran parte attuata solo a partire dall’inizio del 2013. Vediamo, dunque, cosa cambia nel mondo del lavoro con l’anno appena cominciato sul fronte degli accordi contrattuali.


Tanto per cominciare, dal primo gennaio sono validi i nuovi parametri per la definizione dei contratti di apprendistato, fortemente incentivati dall’impianto della riforma Fornero a discapito dei cosiddetti contratti “a termine”. Ora, il rapporto tra questi ultimi e le maestranze qualificate, in azienda, deve corrispondere a 2 ogni 3 al di sopra dei 10 addetti.

Per i contratti intermittenti, restano validi i termini fino al prossimo 18 luglio, così come per la validità delle vecchie partite Iva, fino a quando, cioè, la riforma compirà un anno di vita.

Addio, invece, ai cosiddetti contratti di inserimento, tipologia che viene di fatto abrogata e rimpiazzata da specifici incentivi all’occupazione.

Tra le agevolazioni, al via dal primo gennaio il bonus assunzioni con sgravio contributivo al 50% per le aziende che assumono lavoratori sotto i 50 anni e senza lavoro da almeno 12 mesi (o donne di qualsiasi età), che potrà arrivare a 18 mesi in caso di contrattoa  tempo indeterminato.

Intanto, il 18 gennaio decade una duplice delega conferita al governo, quella sulla disciplina dei servizi per l’impiego e l’altra, specifica, sui livelli essenziali delle prestazioni e sulla validazione degli apprendimenti.

Capitolo fiscale: dal primo gennaio hanno effetto l’addizionale dell 1,4% sui rapporti non a tempo indeterminato, la nuova imposta sui licenziamenti e i nuovi contributi per artigiani, commercianti e autonomi.

Resta inevaso un altro, fondamentale punto: quello sui tirocini, la cui delega inserita in riforma del lavoro è in scadenza il 14 gennaio e, con ogni probabilità, non verrà esercitata dato che il governo è vicinissimo al capolinea.

Vai al testo della riforma del lavoro


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4 COMMENTI

  1. Ma tutta la casta ,politici e sindacati,che pretende di amministrare il lavoro nelle imprese ha mai assunto e pagato un lavoratore con i propri soldi? leggendo il distinguo di Marilisa mi e’ venuto il capogiro per le tante norme che pretendono di regolamentare IL LAVORO , ma ci rendiamo conto che oggi chi assume una persona in italia deve essere almeno incosciente o truffatore.-
    Brava Marilisa spero che almeno tu ci capisca qualcosa, ma ti assicuro che venirne fuori
    umanamente e’ un po’ difficile ,io sogno in tutti i settori dei sacri testi unici, comprensibili a tutti e facili d’applicare, i miei colori preferiti sono bianco e nero,questo si fa cosi’ e basta,
    senza varie interpretazioni personali.-grazie ,e che dio ce la mandi buona nel trovare davvero un lavoro per i nostri figli, i posti di lavoro non si creano con le leggi, ma con la nascita di nuove piccole imprese che devono avere delle semplici agevolazioni senza limiti,esempio se mi serve un bravo pizzaiolo di 64 anni disoccupato dal momento che lo stato andra’ a non pagare la disoccupazione che male c’e’ se per 5 mesi fa uno sconto sui contributi assicurativi?
    grazie per l’attenzione.-

  2. Il testo della riforma Fornero, che avete inserito nell’ultimo link, riporta al decreto legislativo 276/2003 coordinato con le modifiche introdotte da leggi e decreti successivi (fino al 2010). Noto, però, che mancano i riferimenti al T.U. introdotto con il decreto lgs. 167/2011 che, tra l’altro, aveva abrogato gli artt. 47 e ss. del D.Lgs. 276/2003 e ridefinito il contratto di aprendistato. Manca il richiamo alla modifica di cui alla L. 92/2012 (Riforma Fornero). E, infine, la sentenza n. 287/2012 della Corte Costituzionale (pubblicata il 27 dicembre 2012) che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 11 del D.Lgs. 167/2011, che disciplinava il tirocinio formativo.
    Insomma, vorrei capire se c’e’ un errore nel reindirizzamento al testo della riforma, o mi sfugge qualcosa…
    Grazie

  3. […] con la riforma del lavoro il 2013 entra nell’era del nuovo apprendistato, la novità indubbiamente più significativa di tutto l’universo occupazionale che fa […]

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