Il Quirinale ha preso posizione sulle elezioni politiche 2013 e, dopo questo outing, pare ormai certo che le urne saranno aperte il prossimo 24 febbraio per il rinnovo del Parlamento.

La decisione è stata presa ieri in serata: sarà un election day con le regionali di Lombardia e Molise. Una fumata bianca arrivata dopo che il Presidente della Repubblica aveva fatto il punto, seguendo le indicazioni del ministro dell’Interno Cancellieri, in merito al calendario di questi ultimi, intensissimi giorni di legislatura.

Così, infatti, recitava, ieri, una nota del Colle, pur esprimendo la speranza di non imporre forzature o frettolosità ai lavori parlamentari: “E’ interesse del paese che ci si attenga a tale prassi e non si prolunghi eccessivamente la campagna elettorale affinché possa ristabilirsi al più presto la piena funzionalità delle Assemblee parlamentari e del Governo“.


Indietro, d’altra parte, non si torna: dopo l’allontanamento del Pdl dalla maggioranzaanche se oggi ha detto sì in Senato alla legge di stabilità – le dimissioni annunciate dal premier Mario Monti sono irrevocabili e, quindi, è escluso che si tenti “l’accanimento terapeutico” al governo tecnico.

Dunque, una volta approvata la legge di stabilità, con ogni probabilità domani, suonerà per tutti il rompete le righe, anche se, tuttora, restano alcuni nodi da sciogliere, con il tempo ormai davvero agli sgoccioli.

Il più intricato riguarda il decreto incandidabilità, che il governo aveva intenzione di rendere operativo in un Consiglio dei ministri straordinario, attivandolo, così, in vista delle elezioni. Purtroppo, però il testo, al momento, è arenato in Commissione a palazzo Madama, dove non ha ricevuto il benestare dai rappresentanti parlamentari, forse in un estremo – e poco onorevole – tentativo di affossare il provvedimento.

Il presidente della Camera Fini, intanto, ha fissato una duplice seduta in notturna per oggi e domani, visto che a Montecitorio sta approdando proprio la legge di stabilità per l’ok finale e, intanto, prosegue la discussione sul decreto liste elettorali emanato nei giorni scorsi sempre dal Cdm.

Se i tempi saranno rispettati – e i nostri rappresentanti faranno davvero indigestione di caffè – allora non ci dovrebbero essere intoppi, con l’indizione del voto per il 24 febbraio nei primi giorni del 2013.

Teoricamente, ci sarebbe anche l’opportunità di fissare le elezioni al 17, come apparso in un primo momento, ma sul fronte istituzionale, con la presa di posizione del Quirinale, il 24 sembra ormai certo. Una data, indubbiamente, ben vista da Berlusconi, che potrà così allungare la sua invasione del video.

E chissà che non si inabissi definitivamente, per limiti di tempo, il decreto sull’incandidabilità il quale, nonostante vada riferito alle sentenze definitive, è inviso al Cavaliere a causa dei diversi processi che lo vedono ancora implicato, tra cui quello sui diritti tv Mediaset dove è stato condannato a quattro anni – e cinque di interdizione dai pubblici uffici – a fine ottobre in primo grado.

Intanto, lo slittamento di una settimana delle elezioni sortisce già il primo effetto: il Festival di Sanremo resta in palinsesto nei giorni programmati, e cioè dal 12 al 16 febbraio.

Come noto, la polemica era sorta in seguito alle battute irriverenti di Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa?” proprio contro il Cavaliere. Una satira che aveva messo in allarme i rappresentanti Pdl in Commissione di Vigilanza, poiché sarà proprio la comica torinese a fare da spalla a Fabio Fazio sul palco dell’Ariston.

Dopo la Rai, ora tocca al Parlamento chiudere i fronti ancora aperti e mettere in condizione il Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere, rispettando così, l’intento ormai esplicito di tenere le elezioni domenica 24 febbraio 2013.


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