Colpo di scena nelle elezioni per il Consiglio nazionale dei commercialisti: il ministro della Giustizia Paola Severino ha annullato il procedimento in corso, indicendo nuove elezioni il 20 febbraio in vista del quadriennio 2013-2016.

Dunque, se davvero si andrà alle consultazioni politiche nei tempi previsti – 17 o 24 febbraio – il rinnovo del Consiglio dei commercialisti arriverebbe in concomitanza con quello del Parlamento.

Al di là di questa scadenza temporale, è fuor di dubbio che a occuparsi del rinnovo delle cariche sarà un altro Guardasigilli, cui l’attuale ministro in carica lascerà in mano la patata bollente dell’Consiglio dei contabili.


Il comunicato di via Arenula che ha ufficializzato il ritorno alla casella di partenza per i commercialisti è andato giù pesante sulla faida in atto per la ripartizione delle cariche nell’organo rappresentativo della categoria professionale, cominciata dopo le elezioni del 15 ottobre che hanno visto prevalere di soli sei voti il presidente uscente Claudio Siciliotti.

Il Ministero non ha mancato di mettere in luce come “la forte tensione esistente tra le due liste in competizione, ben oltre al fisiologica contrapposizione elettorale, sia sfociata in un esteso, reciproco contenzioso”.

Addirittura, alla base della decisione drastica assunta dalla Severino, starebbe il timore fondato che “pare destinato ad accrescersi il conflitto di interessi nel quale si trova la maggior parte dei componenti del Consiglio nazionale quali candidati alle elezioni, all’origine dei reiterati comportamenti censurabili, con negative implicazioni sul funzionamento dell’organo”.

Dunque, meglio ricominciare tutto da capo e far decadere la disputa sul trasferimento di Giorgio Sganga da Paola ad Aosta, così come le polemiche sullo spoglio delle preferenze nelle rappresentanze di Bari ed Enna, in odore di scioglimento e dunque, ai fini elettorali, in attesa di validazione.

Soddisfazione è stata espressa dal candidato sconfitto Gerardo Lombardi, che in una nota dei propri difensori legali ricorda come “i nostri rilievi sulle gravissime illegittimità delle procedure elettorali e sulle iniziative assunte dal Consiglio nazionale uscente sono stati accolti dal Ministero”. Addirittura, nel commento alla decisione del Guardasigilli, fanno notare gli avvocati,  “il Consiglio nel corso del procedimento ha modificato il proprio regolamento per favorire l’esito elettorale”. L’eventuale riproposizione della candidatura di Longobardi sarà decisa in un incontro fissato per il 27 dicembre con il suo entourage.

Di tutt’altro parere Siciliotti, numero uno del Consiglio in chiusura di mandato, che sintetizza l’atto del Ministero come una decisione “politica e non tecnica, che penalizza chi ha vinto e restituisce diritti a chi non avrebbe neppure potuto presentare la lista. Potremmo presentare un ricorso simbolico. Vedrò se ricandidarmi”.


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