Tra le tante riforme del governo Monti che finiranno in una nuvola di vapore per via dell’accelerazione alla fine della legislatura, ce n’è una che, invece, pare destinata ad arrivare in porto. Si tratta del decreto sviluppo-bis, ormai alle battute finali.

Proprio il ddl 3533 con l’aggiunta del maxiemendamento 1800, peraltro,era stato il provvedimento che aveva ufficializzato la crisi di governo, in seguito alla prima astensione da parte del gruppo del Pdl in Senato.

Nonostante le distanze prese dalla formazione guidata da Berlusconi, il testo era comunque passato, con palazzo Madama che aveva detto sì alla fiducia con 127 voti favorevoli, 17 contrari e 23 astensioni.


Stasera, con ogni probabilità, la musica si ripeterà alla Camera, dove il disegno di legge attende la definitiva approvazione, ancora una volta per mezzo della questione di fiducia.

La conferenza dei capigruppo, infatti, ha fissato la votazione sulla fiducia in chiusura di seduta, dando di fatto via libera al provvedimento fortemente voluto dal ministro Passera, proprio il “responsabile” dell’allontanamento del Pdl dalla maggioranza, dopo le affermazioni secondo cui il ritorno di Berlusconi in politica non sarebbe un bene per il Paese.

Le dichiarazioni di voto partiranno alle 18, mentre la chiama si avvierà alle 19:30, in modo da consentire, domani in mattinata, una conversione definitiva del decreto sviluppo in legge.

Nel testo finale del decreto sviluppo sono contenute nuove agevolazioni per le start up digitali, con regimi fiscali e di assunzione vantaggiosi nei primi anni di attività.

Inoltre, tra le pieghe del provvedimento sono contenute diverse attuazioni per l’agenda digitale, tra carta d’identità elettronica, l’avvio e la Posta elettronica certificata per relazionarsi con gli uffici pubblici e la trasmissione di atti giudiziari anche via web.

Inserita, all’ultimo, anche una proroga delle concessioni per le spiagge, che, così, arriveranno a fine 2020, contravvenendo le disposizioni da parte dell’Unione europea che aveva raccomandato l’apertura delle gare per la gestione delle aree di balneazione. Lo spettro, addirittura, sarebbe quello di una multa che potrebbe ammontare a 652.800 euro al giorno, ma l’intenzione del Parlamento è quella di tirare dritto visto che il tempo del governo è ormai agli sgoccioli.

Sulle infrastrutture, quindi, è stato confermato, proprio dal maxiemendamento, il credito d’imposta per le opere di nuova realizzazione, e non a quelle già in via di attuazione.

Vai al testo finale del decreto sviluppo bis

 


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