Per la quarta volta, dal 2005, sono commissario all’esame di avvocato.

Tra i professori universitari, il ruolo di commissario tocca sempre ai più giovani. Ho avuto la fortuna di entrare in ruolo molto giovane e, nonostante sia passato oramai un decennio dal mio concorso, di rimanere uno dei più giovani tra i miei colleghi, in gran parte per colpa della crisi che attanaglia l’università italiana.

Ieri (e, immagino, anche oggi), le tracce erano disponibili su internet ancor prima che fossero dettate in molte sedi d’esame.


Ho sbirciato alcuni compiti del civile e ho notato che si parlava di una delibera del CICR. Oggi ho fatto lo stesso con alcuni compiti del penale e ho visto che alcuni candidati riportavano una modifica introdotta, se ho colto bene, dal decreto anticorruzione.

Sono informazioni, alcune recentissime, che non sono reperibili nei codici commentati. Informazioni che dubito che i candidati, salvo rare eccezioni, possano ricordare a memoria.

È chiaro, allora, che molti (anzi troppi) abbiano accesso ad internet, in barba ai controlli che si fanno all’inizio e ad ogni forma di vigilanza.

Dinanzi ad un simile scenario, ha davvero senso svolgere l’esame in questo modo?

Cosa premiamo? La connessione più veloce degli smartphone? Introduciamo formalmente l’aiuto da casa, come nei telequiz?

Non ho proposte da formulare; però, sono assolutamente convinto che una riforma serva.

Ne discutiamo serenamente? Oppure ci arrendiamo alla favoletta che il successo dei neo-avvocati dipenderà non dall’esame, ma dal mercato (in un Paese e in una professione in cui dubito funzionino adeguatamente reali meccanismi concorrenziali)?


23 COMMENTI

  1. Professore, non metto in dubbio quanto dice, ma della delibera del CICR si parlava chiaramente in alcune sentenze riportate regolarmente, ad esempio, sul codice della Giuffrè.

  2. Con il mio intervento mi preme segnalare che, almeno a Roma, le prove si sono svolte seriamente. In secondo luogo, le affermazioni del prof. in merito alla mancanza sui codici delle modifiche apportate dal decreto cd. anticorruzione sono infondate. Infatti, le addende di aggiornamento riportavano la sopracitata modifica. A mio modesto avviso il problema di questo esame di abilitazione risiede nella eccessiva discrezionalità riconosciuta a coloro che sono chiamati a giudicarci. Giudizio troppo spesso allegro ed ingiusto, oltre che immotivato. E pensare che tempo addietro l’ esame veniva superato dal 90% dei candidati. Ci si chiede perché oggi la stima dei promossi si attesta intorno al 30%. Ipocriti. Mascherare la difesa dei propri interessi di categoria con il miglioramento del servizio per il cittadino. Mi riferisco alla riforma che mira ad asprire ulteriormente l’accesso alla professione. Non siamo noi, ma quelli che ci governano ad essere inidonei a ricoprire il ruolo di classe dirigente. Senza vergogna.

  3. Prendo atto che le informazioni erano nei codici. Me ne scuso, anche perché non era mia intenzione, come qualcuno ha detto, fornire il gancio ad altri commissari per facili bocciature.
    Ciò premesso, dobbiamo concludere che va bene così? Le informazioni c’erano, chiuso il discorso.
    A me sembra che io stia indicando la luna e molti di voi stiano guardando il dito.
    Il punto non è se le informazioni c’erano o non c’erano nei compiti. Il problema è che tanti chiedono aiuti da casa e tanti altri no. In termini più generali, il problema è che l’esame, così com’è strutturato, ha poco senso.
    Se vogliamo fare un esame serio, allora dobbiamo partire ad armi pari. Oppure dobbiamo ragionare su strumenti di selezione differenti (nonché, una volta e per tutte, sull’assurda disparità di giudizio che adottano le commissioni del nord e quelle del sud).
    Provo a rispondere in ordine sparso:
    1) so benissimo che è un’abilitazione e non un concorso. Cambia qualcosa?
    2) il fatto che io, ai miei tempi, abbia sostenuto meno esami all’università non capisco cosa c’entri. Cos’avrei dovuto fare? Formulare un’istanza speciale e chiedere di fare 30 esami?
    3) c’entra poco anche come io sia diventato professore. I miei giudizi, come tante delle cose che faccio, sono on-line. Chi avesse tempo da perdere, può andare a leggerli. Se poi siete interessati, posso fornirvi anche le valutazioni degli studenti, i giudici più implacabili che abbia mai incontrato.
    4) molti commissari, forse anche il sottoscritto, sono ignoranti o, meglio, non sono preparati sulle materie oggetto dei pareri. Concordo pienamente. Quindi, cosa facciamo? Io credo che un commissario diligente dovrebbe avere l’umiltà di andare a studiare la questione, in modo da poter essere in grado di valutare la preparazione dei candidati. Il resto sono chiacchiere.
    5) sui controlli dei commissari, devo purtroppo dirvi che possiamo fare poco. Io sono passato innumerevoli volte tra i banchi e non ho visto telefoni o altro. Purtroppo o per fortuna, non mi è consentito perquisire i candidati.
    6) concordo, invece, sull’assurdità di eliminare i codici commentati. Di male in peggio.
    7) concordo anche sulla necessità di riformare l’università. Per anni, decenni ci siamo cullati con la bufala dell’apertura democratica. In realtà, abbiamo solo realizzato la profezia di Pasolini, di borghesizzare il proletariato e proletarizzare la borghesia (in senso culturale, ovviamente).
    In bocca al lupo a tutti

  4. Caro professore, innanzitutto l’esame da avvocato è una abilitazione e non un concorso.
    Inoltre la “dritta” se così si può dire, sulle nuove leggi ci è stata data, dopo circa un’ora dalla dettatura delle tracce, dagli stessi commissari !!
    Ho sostenuto questo esame-farsa per la prima volta, e penso sia anche l’ultima..
    Ho visto I-Pad inseriti direttamente nei codici, e bagni zeppi di foglietti e copie volanti.
    Mi fermo qui per non essere scontato nei commenti, ma voglio aggiungere solo una cosa: perchè i controlli non li facciamo anche ai commissari di esame ?
    Ho visto cose sulle quali taccio, non voglio affollare aule di tribunali per ricorsi che resterebbero solo un flatus vocis..
    con tutto il mio dovuto rispetto.
    Un saluto

  5. Chi ha scritto l’articolo ignora che esistono codici dove la delibera del CICR è perfettamente riportata in nota (cd. codici DIke)?
    Stupirà chi è abituato ad avere a che fare con incompetenti ma ci sono persone che fanno il loro lavoro per bene!
    Lo stesso vale per la traccia di penale: è del tutto ignota all’estensore la presenza di addende di aggiornamento ai codici? o la possibilità di stampare i testi normativi e portarli all’esame?
    Infine, anzichè prendersela con chi scrive cose giuste (facendo di tutta l’erba un fascio peraltro) non è il caso di fare il proprio lavoro controllando chi copia? ci si può riuscire, basta lavorare, controllare e essere inflessibili. Attitudini che i commissari dell’esame d’avvocato non hanno mai dimostrato!
    Si copia, certo, anche dagli smartphone…ma non dipende dalla riforma. Dipende dai controlli che si fanno! Certe scene ad altri concorsi pubblici non si sono mai viste!
    Detto questo vorrei, invece, che cacciassero dalla commissione l’ignorante che ha scritto la traccia di penale sulla confisca nel peculato: un calcio nel sedere per aver messo nella traccia un problema superato in via normativa. Complimenti
    Forse andrebbero riformati i commisari, non l’esame!

  6. Con che coraggio si puo’ scrivere un articolo del genere… pensa a come sei diventato laureato ai tuoi tempi.. sicuramente con un numero di anni minore del mio e con un numero minore di esami …. pensa a come sei bravo a diventare professore cosi’ giovane ora a noi invece ci aspettano anni di precariato e cosi’ via… non aggiungo altro ti hanno già risposto in molti…

  7. Sono avvocato da oltre 10 anni e assistente universitario da pari tempo. Se si vuole parlare di cose serie, allora mettiamo commissari seri, avvocati preparati, magistrati disponibili, docenti presenti e non i ricercatori come è accaduto nelle commistioni in cui vi come titolari dei ricercatori che non hanno mai fatto la pratica e sono dediti a materie giuridiche latu sensu.
    Non credo al fatto che si debba accetatre chi va in Spagna come un escamotage, ma è giusto rivedere l’accesso e dil numero degli avvocati.
    Togliamo avvocati che sono dipendenti pubblici, che sono contemporaneamnete giudici onorari, avvocati dello Stato che possono lavorare fino a 75 anni e mettiamo in conto che a 70, massimo 75 un avvocato vada in pensione per davvero.
    Poi c’è il fenomeno dei falsi avvocati e dei praticanti, vedi quelli dell’avvocatura che presenziano in aule di udienze senza patrocinio e senza controlli. Qui si deve incidere.
    Poi dal lato dei candidati. Mettiamo il limite alle prove e non è possibile che tu trovi il tempo per lavorare e prender clienti e non curare la preparazione. Certi praticanti scrivono male e senso ragioanmento logico-giuridico, ma se ne fottono pensando che basta solo dire è colpa dleo sistema che fa fare i controlli incrociati.
    Intanto la giustizia va a puttane!

  8. Caro “commissario” nn vogliamo mica fare un processo su cose campate in aria? Lei mi insegna che questo nn è possibile… E poi io nei suoi panni mi farei un’altra domanda :”perché i candidati non vengono messi nelle condizioni di svolgere l’esame? ”
    Cordiali saluti

  9. Anziché di meravigliarsi di come abbiano fatto i candidati a richiamare cose che nn ci sono sui codici, si meravigli del perché diano tracce in modo da nn mettere in condizioni i candidati di rendere al meglio, ritengo questo esame una buffonata, perché dopo anni di studi, due anni di schiavismo, vincere questo concorso non ti da alcun posto di lavoro….

  10. Invece di stupirmi della preparazione dei candidati, mi stupirei delle tracce di penale, entrambe basate su norme modificate ad ottobre o novembre. Personalmente le avevo studiate perché facendo la pratica in maniera seria mi serve essere aggiornata. Mi chiedo, invece, quale sia il senso di testare la preparazione dei candidati scegliendo, in un intero codice penale, le uniche due discipline che nessuno ha ancora avuto modo di vedere applicate un concreto

  11. Professore, con riferimento alla delibera del CICR Vorrei solamente fare notare che essa era presente in tutte le aziende dei codici commentati. Bastava semplicemente prendersi il tempo di leggerla. Con riferimento invece alla riforma dell’esame e della professione, Tante sarebbero le tematiche da affrontare, ma non pare questa la sede più opportuna. Soltanto due note di colore: 1) bello sarebbe abolire il malcostume di tanti commissari che si vendono per Cicerone redivivo spargendo inutili consigli a candidati mediamente più preparati di loro 2) Bello sarebbe anche avere all’orale commissari ( spesso provenienti dal mondo accademico ) Che non fanno solo tappezzeria ma hanno una minima conoscenza delle materie che stanno chiedendo.
    PS Il sottoscritto ha superato l’esame al primo tentativo con una media preparazione, senza smartphone senza bigliettini senza Internet.
    De iure condendo tante sarebbero le novità da introdurre, Ma prendere come punto di partenza per la riforma Il fatto che i candidati usino Internet Logicamente non ha significato e non è degno di considerazione. Ciò equivarrebbe, per me, a dire che sarebbe più corretto avere Come commissario gente che esercita la avvocatura invece che insegnarla da dietro una cattedra, ma tant’è.
    De iure condito, invece, abbiamo candidati non corretti, commissari incompetenti, Controlli inesistenti, Ed infine un esame che varia Da regione a regione.
    Concludendo, neanche io ho una proposta articolata di riforma, ma è indubbio che essa debba partire dall’università, abolendo materie inutili e insegnando fin da subito il mestiere di avvocato, invece che far arrivare un laureato a 25 anni senza che abbia mai visto davanti a se anche un semplice atto di citazione. Cordialmente

  12. Nel merito puntualizzo solo che entrambi gli argomenti citati SONO presenti nei codici commentati, naturalmente aggiornati al 2012. Se il discorso può essere valido nelle sue linee generali, non ha senso farlo a partire da dati concreti erronei

  13. Egregio Professore,
    Con riferimento al suo articolo, vorrei farle notare che la delibera era presente su qualunque addenda dei codici commentati. Basta semplicemente prenderne una qualunque, LEGGERE e prenderne atto.
    Con riferimento alla riforma dell’esame e della professione, tanto ci sarebbe da dire e non è questa la sede adatta. Solo due note di colore: 1) auspicabile l’eliminazione del diffuso malcostume dei commissari che si atteggiano a principi del foro dispensando consigli ai candidati, quando chiunque con una media preparazione si accorge della loro colossale ignoranza in materia (penalisti che si “vendono” per Cicerone redivivo, e similia)
    2) l’utilità, in sede di orale, di quei soggetti provenienti dall’ambiente accademico, che vengono letteralmente “svegliati” dal presidente al termine dell’esame per porre al candidato domande di cui non hanno la minima conoscenza. Non sono tutti, ma credo siano molti.
    Certo, sarebbe bello che i controllo fossero seri (PS il sottoscritto ha superato l’esame la prim volta, con ottimi voti, senza bigliettini e senza Smartphone, e non si sente affatto il primo della classe), che i candidati fossero “onesti” e preparati, che i commissari fossero seri anch’essi, che non dessero fiato alla bocca inutilmente, che chi ti interroga e giudica fosse un avvocato che ESERCITA ed è competente, che finissero le guerre e arrivasse babbo natale, etc etc

  14. In punta di piedi mi permetto di contestare tutto quanto affermato dall’Ill.mo Commissario, perchè non è assolutamente giusto far dicendere l’ utilizzo di internet in sede d’esame al contenuto letto nei pareri dei candidati. Quei contenuti sono stati con assoluta certezza presi solo ed esclusivamente dai codici commentati ammessi all’esame!Per fare l’esempio della Delibera CICR, infatti, essa era richiamata nella sentenza n.4490/02 della Cassazione Civile riportata in relazione all’art. 1283 cod. civ. dal Codice Civile commentato di Cian Trabucchi alla pag. 1421, edizione 2011, e che io ho qui con me, avendo sostenuto l’esame l’anno scorso ed avendolo fortunatamente superato.
    …se ci attaccano gli altri, siamo i primi ad adirarci, ma poi finiamo per offenderci da soli…

  15. Quella che lei chiama favoletta “del mercato” è il criterio duro, vero, ostico e spietato contro il quale si batte il grugno tutti i giorni, caro Professore. Il criterio che alimenta la concorrenza, quella vera, quella che nessuno in italia vuole, ma i cittadini/clienti esigono.

    L’esame è una buffonata: un misto fra un terno al lotto ed un concorso pubblico. Inconcepibile ed inammissibile per l’esercizio di una LIBERA PROFESSIONE ed infinitamente più complesso e difficile rispetto agli altri esami di abilitazione di altre professioni (medicina, ingegneria, architettura, et cetera), senza alcun perchè.

    Come per le altre professioni, dovrebbe essere una formalità, non un gioco al massacro sulla pelle degli altri. Dopo l’esame, nessuno percepisce lo stipendio il 27 del mese; tutt’altro!

    Tutti si lamentano dell’alto numero degli avvocati, ma nessuno si lamenta del numero esorbitante (quasi doppio) dei medici. Come sta questa storia? Lamentarsi per l’eccessivo numero degli avvocati equivale a lamentarsi per i troppi idraulici. Se ci sono tanti idraulici è perchè, forse, ve n’è bisogno, date le pessime condizioni dell’acquedotto.

    Cordialità

  16. Caro Professore,
    a mi modestissimo parere, tanto per restare in tema, la riforma non andrebbe fatta all’ingresso della professione, ma alla fonte. Intendo dire che non ha senso che un Paese si sovraccarichi di giuristi quando non ha nessuna intenzione di farli lavorare. L’esame per la professione forense e’, con tutta evidenza, inutile se si ha di vista una selezione meritocratica. E’ utile solo a costituire un bel filtro numerico per fare del protezionismo di casta. Detto cio’, ritengo che se si volesse cambiare qualcosa, puntando sulla realizzazione professionale degl’individui, l’unica strada sarebbe quella di prevedere seri test d’ingresso nelle facolta’. La formazione sarebbe molto migliore (come a medicina) e non sembrerebbe di frequentare un dispensario di nozioni e giudizi. Potrebbe succedere che molti docenti ricordassero di essere al servizio dell’apprendimento dei discenti e non questi ultimi al servizio della carriera dei primi. Concludo chiedendo a tutti che senso abbia bloccare qualsiasi prospettiva professionale (dato che anche i concorsi sono questione assai rara e per lo piu’, di fatto, una gran perdita di tempo) di una persona quando ha 30 o 26 anni e una formazione lunga, faticosa e costosa alla spalle? Non sarebbe meglio prendere un’altra strada a 19 anni? Vabbe’ Professore, la saluto, ma non se la prenda per quello che ho detto sui docenti. Riguarda la mia esperienza e coinvolge quasi tutti i docenti che ho conosciuto io e lei non la conosco.

  17. Prof. leggi i commenti sopra ti hanno risposto alla grande… Nulla da aggiungere.
    P.P.S.Ci vediamo domani!

  18. Gentile Professore, ho appena finito, come tanti altri la seconda prova di diritto penale. Vorrei replicare al suo commento che la delibera CICR era riportata dal codice della Dike giuridica editrice.

  19. Sono d’accordo sulla necessità di controlli rigorosi, ma attenzione: la delibera del CICR era riportata dal codice annotato con la giurisprudenza della Dike giuridica editrice. Inoltre, io personalmente ricordavo la vicenda legislativa e giurisprudenziale, compreso il dettaglio della delibera CICR. Ho studiato tantissimo per il concorso d magistratura e l’anatocismo bancario è argomento considerato sensibile già da anni ormai, dunque non è così strano che alcuni di noi abbiano riportato questa informazione. Tra l’altro, anche senza il testo della delibera CICR si poteva svolgere perfettamente il parere sulla base dell’art. 120 TUB: spero che la conoscenza e la citazione di un articolo del TUB non comporti il sospetto di aver copiato da internet. Del resto mi piacerebbe capire come si potesse risolvere la traccia senza citare almeno una di queste due fonti legislative.
    Ringrazio il Professor Giovanni Maria Riccio per l’appello alla correttezza e ai controlli, ma meglio non generalizzare con frasi che potrebbero influenzare i membri della commissione contro gli elaborati troppo dettagliati. Altrimenti studiare a fondo gli argomenti non dovrà più essere considerato utile ai fini del superamento della prova.

  20. gentile professore,
    chi le scrive è un giovane avvocato specializzato in diritto del lavoro.
    lei ha perfettamente ragione sulla necessità di riformare le modalità dell’esame.
    io l’ho superato subito ma non credo di essere stata fortunata!
    ho studiato tantissimo,ho seguito per quasi due anni il corso tenuto da un ex magistrato , padre di un suo collega dell’università di salerno, ho svolto il tirocinio in maniera davvero seria, ho rinunciato per due anni ad uscire la domenica( per studiare), perchè durante la settimana c’erano le udienze e gli atti da scrivere …. quindi l’unica vera fortuna che ho avuto è stata quella di non mollare ed alla fine ho portato a casa il mio piccolo risultato: esame superato e una bellissima figura all’orale, a cui naturalmente sono arrivata preparatissima… voglio però dirle che ricordo con molta di rabbia gli anni dell’università , perchè anche lì si verificavano cose strane:ai comuni mortali come me bastava veramente pochissimo pochissimo per essere bocciati e c’era da parte di certi suoi colleghi un atteggiamento di supponenza , come se fossimo tutti una massa di imbecilli… eppure molti di quei ragazzi ripetutamente “segati” agli esami da assistenti e professori giovanissimi e, diciamo così, “fortunati” , sono oggi validi professionisti… in conclusione credo che siano da rivedere non solo l’esame di abilitazione forense, ma prima di tutto l’università e le modalità di reclutamento dei docenti…

  21. Chiarissimo Prof. Non è neanche eliminando i codici commentati con la giurisprudenza che si risolve il problema! una riforma serve ma quella al vaglio del Senato è vergognosa! Come si può chiedere di formulare un parere pro veritate senza la giurisprudenza? non è possibile! Vuol dire affrontare l’esame soltanto affidandosi alla buona sorte sperando in un caso affrontato di recente, non è così che si premia il merito, ma la buona sorte! La bravura di un giurista non sta nella memoria, ma nella logica, nella capacità di ricercare la norma riferita al caso concreto e di “coniugarla” con la giurisprudenza!

  22. La cosa bella è che anche in questo sito è presente in ogni dove il banner che pubblicizza come diventare avvocato in Spagna.
    A parte questa singolarità, aggiungo che già nelle prime ore di ieri, prima della dettatura dei temi, su almeno un forum (ma presumo non certo l’unico) dedicato ai praticanti fioccavano richieste di aiuto, dove si diceva candidamente di essere in sede di esame o di dover aiutare un proprio parente o amico che lo stava per iniziare.
    Il problema è la massificazione dell’esame. Parlo per quanto riguarda la sede dove l’ho sostenuto io nel 2008 (Corte d’Appello di Venezia). Per quanto i controlli all’ingresso fossero rigidi, su 2000 candidati circa, è inevitabile che passino diversi smarphone. Del resto, mica si può procedere a perquisizione personale approfondita. Una volta dentro, era facilissimo copiare, sia coi vecchi metodi, sia con metodi più sofisticati (e più redditizi), grazie al fatto di essere in circa 2000 persone in un capannone, con banchetti separati da pochi centrimetri l’uno dall’altro e pochi commissari a controllare.

  23. L’esame da avvocato è sempre stato una truffa, gli smartphone non tolgono e non aggiungono nulla ad una pagliacciata di tal fatta!!!!!

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