Ormai è deciso: le elezioni politiche 2013 si terranno il 17 o il 24 febbraio. Lo ha confermato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, confermando così la volontà di chiusura anticipata della legislatura.

Resta ancora un nodo, però, nel fitto calendario elettorale che si presenta nelle prime settimane dell’anno a venire: le consultazioni politiche si terranno in concomitanza con quelle regionali?

Sono tre le Regioni chiamate alle urne sempre nel mese di febbraio: in primis il Lazio e la Lombardia, le cui giunte sono state travolte dagli scandali degli sprechi e, nel caso di Formigoni, anche da voti assegnati a uomini di fiducia della ‘ndrangheta. 


Resta, poi, il caso del Molise, dove le elezioni dell’ottobre 2011 sono state annullate dal Consiglio di Stato in seguito a criticità emerse in fase di riconteggio, chiesto dalle forze sconfitte di centrosinistra.

Per la regione guidata da Renata Polverini, dopo un lungo batti e ribatti tra giustizia amministrativa e assemblea dimissionaria, è stato decretato il voto per le giornate del 3 e del 4 febbraio.

Per le altre due Regioni, l’intenzione del governo è quella di procedere a un accorpamento delle elezioni locali con quelle politiche, dunque sempre il 17-18 febbraio o il 24 e il 25, quando si dovrebbe dunque tenere l’election day, che, sempre a detta dell’inquilino del Viminale, significherebbe un importante “risparmio di risorse”.

A dettare i tempi, sarà l’approvazione della legge di stabilità, già timbrata come ultimo atto del governo Monti, in seguito al quale il capo dell’esecutivo rassegnerà le dimissioni dovute al cambiamento del clima politico, dopo la ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi.

Se, come nelle previsioni, la norma di bilancio dovesse essere convertita il 21 dicembre prossimo, allora a norma di Costituzione ci sarebbero i tempi per indire le elezioni il 17 febbraio.

Secondo l’articolo 61 della Carta fondamentale, infatti, le elezioni si devono tenere tra i 70 e i 45 giorni ricorrenti dal decreto di scioglimento delle Camere e la conseguente apertura della campagna elettorale.

Questo, sul fronte delle previsioni di legge. In pratica, però, i partiti sono già a piena caccia di voti, come dimostrano le recenti esternazioni proprio di Berlusconi contro la politica fiscale del governo.

Una cosa è certa: tutti hanno fretta di andare a votare e, forse, per primo, anche lo stesso Mario Monti che non ha ancora chiarito il suo ruolo dopo la fine dell’esperienza di governo tecnico.


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