E’ appena terminata la seduta del Senato nella quale è stata approvata la fiducia al Decreto Sviluppo bis.

Di seguito, il comunicato di fine seduta emesso da Palazzo Madama.

Con 127 voti favorevoli, 17 contrari e 23 astensioni, l’aula di Palazzo Madama ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando il maxiemendamento 1.800 che sostituisce interamente l’articolo unico del ddl n. 3533 “Conversione in legge del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita sostenibile del Governo”.


Il PdL è passato a una posizione di astensione nei confronti del Governo, non partecipando al voto del decreto ma garantendo il numero legale.

Il complesso di norme, per il quale non sono stanziate nuove risorse finanziarie, è orientato alla creazione di condizioni favorevoli per le attività imprenditoriali contraddistinte da un elevato contenuto tecnologico. Le disposizioni riguardano l’attuazione dell’agenda digitale, il completamento della rete a banda larga, la liberalizzazione del settore delle assicurazioni, lo sviluppo di imprese start up innovative, le infrastrutture. Per dare attuazione all’agenda digitale italiana, sono previsti il rilascio a tutti i cittadini di una carta d’identità elettronica, l’utilizzo di un indirizzo di posta elettronica certificata per comunicare con la pubblica amministrazione, l’introduzione del fascicolo elettronico dello studente e del fascicolo sanitario elettronico, la trasmissione di notifiche giudiziarie per via telematica. Sono previsti incentivi fiscali per promuovere la nascita e lo sviluppo d’iniziative imprenditoriali legate a investimenti in ricerca e sviluppo. Per attirare investimenti nella realizzazione di grandi opere è introdotto il credito d’imposta a valere su Ires e Irap. E’ istituito inoltre Desk Italia, uno sportello unico per l’attrazione degli investimenti esteri con il compito di espletare procedure burocratiche e autorizzative.

Per problemi di copertura finanziaria dal maxiemendamento, su cui il Ministro Giarda ha posto ieri la questione di fiducia, sono state espunte le norme sull’estensione del credito d’imposta alle opere già aggiudicate, sulla vendita degli immobili degli enti previdenziali, sulla rete digitale Tetra. Nel testo manca la norma sui cosiddetti Monti bond e le concessioni demaniali marittime sono prorogate per cinque anni. Il Governo ha presentato una proposta di coordinamento per garantire la corrispondenza tra maxiemendamento e testo licenziato dalla Commissione industria.

Le dichiarazioni di voto finali sono state svolte dai sen. Bugnano (IdV), Piscitelli (CN), Germontani (ApI-FLI), Musso (UDC), Cagnin (LNP), Sangalli (PD), Peterlini (Misto), Gasparri (PD).

Nel negare la fiducia, i Gruppi IdV e LNP e le Autonomie speciali, hanno lamentato il quarantottesimo ricorso al voto di fiducia da parte di un Governo che si era impegnato a rispettare le prerogative del Parlamento. L’Italia dei Valori ha posto l’accento sull’eterogeneità e l’inefficacia del decreto, criticando in particolare l’esclusione delle società di professionisti dalle norme per le start up innovative, le disposizioni a favore delle fondazioni bancarie, la proroga per il ponte sullo Stretto, la norma che ostacola l’identificazione e l’intercettazione degli operatori della rete mobile. La Lega Nord ha posto l’accento sul carattere omnibus del provvedimento e ha auspicato l’estensione alle piccole imprese delle agevolazioni per le start up innovative.

Nella posizione di astensione, Coesione Nazionale ha espresso preoccupazione per l’esiguità delle risorse stanziate e ha denunciato la lontananza del Governo dai problemi dell’economia reale. Con riferimento alla proroga per le concessioni balneari, ha criticato lo scarso coraggio del Governo nel tutelare le aziende nazionali.

Nel votare la fiducia, ApI-FLI ha lodato il lavoro svolto dal Governo Monti la cui azione ispirata a criteri di legalità e a una visione di lungo periodo ha riconquistato credibilità internazionale all’Italia. L’UDC ha rilevato, con realismo, che non sono stati conseguiti risultati apprezzabili sul versante della crescita. La rivoluzione digitale deve essere accompagnata dalla sburocratizzazione della pubblica amministrazione e da misure per l’aumento della produttività totale dei fattori.

Il Partito Democratico ha espresso un giudizio positivo sul decreto, auspicando però l’abbandono di una logica ragionieristica a favore di una visione strategica. Ha evidenziato la necessità di estendere il credito d’imposta per le infrastrutture e di stanziare maggiori risorse per la banda larga. Ha infine sollecitato un’azione incisiva per contemperare il rispetto del diritto comunitario con il rilancio del settore turistico.

In dissenso dai rispettivi Gruppi, hanno votato contro il provvedimento: la sen. Castiglione (CN), che ha richiamato l’attenzione sulla continuità territoriale; i sen. Lauro, Gallone, Boldrini e Ladu (PdL), che hanno criticato i maggiori oneri fiscali a carico delle compagnie aeree operanti in Italia. Non hanno partecipato al voto di fiducia, a causa del giudizio negativo espresso dal Ministro Passera sul Governo Berlusconi, i sen. Giovanardi, Battaglia, Matteoli e Scarpa Bonazza Buora (PdL).

Dopo la votazione di fiducia si è svolto un dibattito sulle conseguenze politiche della nuova posizione assunta dal PdL nei confronti del Governo. Secondo la sen. Finocchiaro (PD) abbandonando la maggioranza il PdL scarica sul Paese la sua crisi interna e rischia di compromettere l’approvazione della legge di stabilità: è quindi opportuno un intervento del Presidente della Repubblica. Il sen. Gasparri (PdL) ha ricordato che il suo Gruppo ha sempre sostenuto con responsabilità e generosità il Governo e ha contribuito a riscrivere la legge di stabilità. Il sen. Belisario (IdV) ha invitato il Presidente della Repubblica a prendere atto del venire meno della maggioranza che sostiene il Governo. I sen. D’Alia (UDC) e Valditara (ApI-FLI) hanno sottolineato la gravità, sotto il profilo della sostanza e della forma, della decisione del PdL. Il sen. Pisanu (PdL), che in dissenso dal Gruppo ha votato la fiducia, ha invitato il Presidente del Consiglio a fare i passi necessari per ricostituire la maggioranza numerica che lo ha fatto nascere. Secondo il sen. Bricolo (LNP) si è aperta una crisi di Governo ed è auspicabile che la svolta del PdL sia confermata. Il sen. Viespoli (CN) ha osservato che le prese di posizione di alcuni Ministri hanno alimentato tensioni: ha invitato quindi il Presidente del Consiglio a concordare un percorso per portare a termine la legislatura.


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