Il 17 e 18 dicembre i 321.210 candidati iscritti al concorso a cattedre potranno sostenere il test preselettivo mediante il quale il ministero deciderà chi è idoneo a proseguire il percorso concorsuale e chi dovrà aspettare il prossimo turno. Il numero dei candidati, tuttavia, pare mutabile ed in aumento, è notizia di oggi, infatti, che il Tar ha ammesso al test preselettivo 340 candidati che avevano intentato ricorso, gettando così un’ombra di incertezza sulle procedure del bando più contestato del’anno.

La sentenza del Tar accoglie dunque il ricorso intrapreso dal Codacons che dunque ha ragione nel ritenere troppo restrittivi e non corretti i criteri di ammissione al concorso, questo farà si che il numero di candidati lieviterà ulteriormente, del resto quando furono accolti i primi ricorsi era facile ipotizzare un quadro del genere, visto che il bando, vecchio di 12 anni poneva sbarramenti di fatto insuperabili per i candidati perché anacronistici.

Non è solo questa la grana intorno al concorso, siamo stati i primi  a rilevare una stranezza non indifferente; la messa in commercio di un software che vantava domande simili, identiche nel contenuto ma non nella forma a quelle ministeriali, e che, a differenza del simulatore ministeriale, garantiva di ricevere le risposte corrette a tutte le 3500 domande messe a disposizione dalla banca dati ministeriale. Dopo aver dimostrato l’esistenza del software magico che disinnesca le incognite ministeriali, si sono verificati molti eventi fra loro inevitabilmente correlati.


I candidati hanno cercato incessantemente il simulatore con le risposte corrette, sono stati creati anche spazi social su internet dove è possibile consultarsi per studiare e condividere le risposte o i ragionamenti sui quesiti, le case editrici sono corse ai ripari ed hanno cominciato a pubblicare istantaneamente, manuali, e –books, simulatori e quant’ altro consenta ai candidati di allenarsi in funzione del superamento della prova. In tutto questo il Ministero non poteva rimanere a guardare ed ha cambiato le proprie severe regole, rendendo visibili il punteggio ottenuto dal candidato e la correttezza o meno della risposta data, ma ormai il dado era trattato e l’emorragia verso altri software più esaustivi era cominciata.

Vista la velocità di questi fenomeni è facile pensare ad una fuoriuscita volontaria di informazioni, in realtà top secret, dal Miur; le cose possono essere solo due, o il Ministero dell’Istruzione è stato vittima di un attacco di hackers che ne hanno violato la riservatezza dei quesiti, ma a quel punto sarebbe stato corretto ammetterlo e renderlo noto, o qualcuno dall’ interno ha girato ai diretti interessati l’inter banca dati per tempo, di modo che in contemporanea con l’uscita della banca dati ministeriale ne uscissero di parallele ma più efficienti.

Per tutti coloro che si vogliono esercitare per non farsi trovare impreparati ma soprattutto lo vogliono fare gratuitamente, possono consultare la pagina facebook del concorso a cattedre di Maggioli nella quale sono contenute preziose ed aggiornate informazioni, ma c’è di più, chi volesse entrare a conoscenza dell’intera banca dati può registrarsi gratuitamente su www.moduli.maggioli.it nella sezione downloads dove si possono scaricare tutti i test ministeriali.


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