Continua il rompicapo: per gli esodati della pubblica amministrazione, diversamente da quanto annunciato inizialmente, farà fede la data di emanazione ufficiale del provvedimento di esonero, che non potrà essere successiva al 4 dicembre 2011.

Lo specifica l’ultima nota del Ministero del lavoro, divulgata ieri per fornire ulteriori indicazioni alla folla di non salvaguardati che provengono dagli uffici pubblici, e non solo.

La singolarità è data dal fatto che il dicastero guidato da Elsa Fornero ha, in sostanza, contraddetto quanto indicato dalla Funzione Pubblica di Filippo Patroni Griffi.


Il Ministero che guida la Pa, infatti, aveva informato, con un documento precedente, come fosse sufficiente disporre di un “semplice parere favorevole” per i dipendenti pubblici coinvolti, purché entro il 4 dicembre 2011, per rientrare nei canoni di tutela.

Ora, invece, il comparto governativo delle politiche sul lavoro finisce per smentire quanto previsto in precedenza, o, meglio, per correggerlo: non è sufficiente avere avuto l’ok, ma si deve possedere un attestato formale di esonero dal servizio, non posteriore al 4 dicembre dello scorso anno, per accedere ai parametri di salvaguardia.

Nella nota diramata dal Lavoro, viene inoltre chiarito come saranno ammessi nel computo delle domande per l’accesso alla tutela pro esodati, anche coloro che avranno stipulato accordi individuali, questa volta con scadenza 31 dicembre 2011. Basterà una prova cartacea a doppia firma, sia del lavoratore che del datore di lavoro o azienda responsabile.

Allo stesso modo, naturalmente, restano validi anche i patti firmati in sede di contrattazione collettiva. Stretta, invece, sui lavoratori poi rioccupati: la sbarra degli incentivi si alzerà solo per coloro che dimostrino di essere stati assunti come lavoratori subordinati in mobilità, che verranno riconosciuti come vincolati al nuovo impiego per non vedere decaduto il diritto all’ammortizzatore.

L’ultima sezione della circolare riguarda, poi, i tanti esodati delle Poste Italiane, i quali saranno allo stesso modo ammessi alle tutele in presenza di accordi sottoscritti in maniera individuale.

Il Ministero del lavoro, non a caso, rammenta come la stessa azienda abbia garantito che la decorrenza di questi esoneri non abbia oltrepassato la data limite del 31 dicembre 2011.

 Vai allo speciale esodati di LeggiOggi

 


CONDIVIDI
Articolo precedenteConcorso scuola 2012: oggi il ministero pubblica la banca dati
Articolo successivoDecreto flussi 2012, i nuovi ingressi dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale

2 COMMENTI

  1. […] fondi necessari all’ aumento dei benefici agli esodati vengono garantiti dal blocco di un anno, il 2014, della rivalutazione automatica, qualora prevista, […]

  2. ritengo di appartenere ai 55.000 salvaguardati dall’ art 22 della legge SPENDING REVIEW , il cui decreto attuativo è stato firmato il 5 ottobre 2012 . ma di cui ancora non esiste traccia di pubblicazione su Gazzetta Ufficiale .
    Io sono uscito dalla mia azienda il 30/12/2011 in mobilità , in base ad accordi fatti a livello governativo addirittura a fine del 2010 e quindi ben prima del 4 /12/2011 , per cui dovrei appartenere alla quota di 55000 salvaguardati . Ai patronati e all’ INPS , dove mi sono recato più volte , allargano le braccia dicendo che , se non avviene la pubblicazione su gazzetta ufficiale non possono far nulla . Tutto ciò è vergognoso visto che quando io ho firmato la mia uscita esisteva un patto con lo STATO , in base al quale potevo andare in pensione con certe regole , ma lo STATO NON MANTIENE LA PAROLA e L’ IMPEGNO con i cittadini che da 37 anni versano contributi e che da sempre pagano le tasse ….. altrochè insegnare a scuola l’ inno di Mameli …..
    Le chiedo se si può fare qualcosa ? Se l’ attesa sarà lunga , o se è il caso di intraprendere azioni legali o ricorso al TAR .
    Grazie e distinti saluti
    Giuseppe Librino da Palermo ( 60 anni )

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here