Il ddl “salva Sallusti” così come sorto, sembra già tramontato: con 123 contrari, 9 astenuti e solo 29 voti a favore l’Aula del Senato, con voto segreto, ha bocciato la norma del disegno di legge sulla diffamazione a mezzo stampa che prevedeva il carcere, fino a un anno, per i giornalisti. Ironia della sorte, la censura di Palazzo Madama giunge proprio nel giorno in cui al direttore del “Giornale” viene notificato l’ordine di arresto domiciliare.

Il provvedimento è sostenuto ormai ufficialmente solo dal Pdl e dalla Lega, mentre si sono dichiarati contrari oltre al Pd e all’Idv, anche l’Api e l’Udc . Astenuti i Radicali (al Senato l’astensione vale come voto contrario).

Cassato l’articolo 1, casca di fatto il resto della riforma, sulla quale si è a lungo combattuto per l’urgenza dettata dalla condanna definitiva proprio per diffamazione a carico del direttore del Giornale Alessandro Sallusti che oggi per effetto della legge “svuota-carceri” per 14 mesi sarà agli arresti domiciliari.


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